Royal Ascot, il ritorno di Kate Middleton in giallo e la parata dei cappellini più folli d'Inghilterra
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Tra cappellini stravaganti che sfidano le leggi della gravità e rituali immutati da oltre due secoli, il Royal Ascot ha chiuso i battenti della sua edizione 2026 confermandosi, ancora una volta, come uno degli eventi più iconici del panorama mondano e sportivo del Regno Unito. A catalizzare l'attenzione delle folle e dei flash dei fotografi, nel corso della seconda giornata, è stato il ritorno tanto atteso della principessa del Galles, Kate Middleton, assente nelle due precedenti edizioni per via del percorso di cure contro il cancro che l'ha costretta a ridurre gli impegni pubblici.
La sua apparizione, avvenuta a bordo di una carrozza al fianco del marito, il principe William, ha scaldato gli animi del pubblico presente all'ippodromo di Ascot, trasformando la sua presenza in uno dei momenti più alti dell'intera manifestazione.
L'abito giallo e il messaggio di sostenibilità
Per il suo ritorno trionfale nella prestigiosa cornice del Royal Enclosure, l'area più esclusiva della manifestazione ippica, Kate Middleton ha optato per un abito giallo acceso firmato Roksanda, un modello già noto al suo pubblico perché indossato in precedenza, nel 2022, durante il tour reale in Giamaica e in seguito a Wimbledon.
La scelta di riproporre un capo del proprio guardaroba, lungi dall'essere un dettaglio trascurabile, si inserisce perfettamente in una narrazione di sobrietà e attenzione alla sostenibilità che la principessa del Galles ha sapientemente costruito negli ultimi anni.
L'abito, dalla linea pulita e dal colore solare, è stato coordinato con un cappello strutturato della stessa tonalità, un accessorio realizzato su misura dalla milliner Jane Taylor, e completato da gioielli dal forte valore simbolico, tra cui un bracciale di perle a tre giri che un tempo apparteneva a Lady Diana. Un look che ha subito conquistato le prime pagine dei giornali, decretando la metamorfosi di un abito già visto in un nuovo simbolo di stile per l'edizione 2026.
Giornata stregata per Carlo e Camilla in ippica
Se il ritorno di Kate ha rappresentato il trionfo mediatico dell'evento, la penultima giornata di corse ha riservato qualche amarezza in pista per re Carlo III e la regina Camilla, presenti in veste di proprietari di scuderia. La loro giornata è stata caratterizzata da una serie di piazzamenti mancati, con l'unica, parziale, consolazione arrivata dal secondo posto ottenuto dal loro portacolori Warrant Holder nelle "Duke of Edinburgh Stakes", una corsa in cui il cavallo partiva tra i favoriti della vigilia.
L'ultima giornata del Royal Ascot 2026, che si è tenuta il 20 giugno, ha visto comunque il sovrano e la regina inaugurare le danze con la tradizionale processione reale in carrozza, un rito che segna la conclusione dell'evento e che richiama ogni anno l'attenzione sulle consuetudini più solenni della famiglia reale britannica.
La parata dei cappelli e gli outfit dell'aristocrazia
Al di là delle corse e dei risultati sportivi, il Royal Ascot rimane il palcoscenico mondano per eccellenza in cui l'aristocrazia inglese si abbandona a un'eccentricità controllata ma sempre sorprendente, sfoggiando abiti eleganti e, soprattutto, i celebri cappelli che sono diventati il vero marchio di fabbrica dell'evento. Le cinque giornate di manifestazione sono state un susseguirsi di creazioni audaci, piume, fiori oversize e geometrie ardite che hanno popolato le tribune, rispettando comunque il ferreo dress code che impone, per l'area reale, copricapi obbligatori e misure precise.
Tra gli altri look che hanno fatto discutere, spicca la scelta della duchessa di Gloucester, che per il suo compleanno ha sfoggiato un elegante outfit indaco, mentre Harriet Sperling ha letteralmente rubato la scena presentandosi vestita come una sposa, con una rivisitazione in chiave bridal del celebre modello Ahana dress di Beulah, un abito già visto nel guardaroba di altre reali come Beatrice di York e Sophie di Edimburgo.




