L’assessora Manca blocca Salvini: niente aumento delle tariffe per la continuità territoriale in Sardegna

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La possibilità, evocata nelle scorse settimane da Matteo Salvini, di un rincaro dei biglietti aerei per i residenti sardi in regime di continuità territoriale – una misura, quest’ultima, pensata per garantire collegamenti essenziali con la penisola a costi calmierati – ha innescato una replica immediata e categorica da parte dell’assessora regionale dei Trasporti, Barbara Manca. Il nodo, come spesso accade quando si parla di mobilità insulare, è duplice: da un lato l’impennata dei costi energetici e del carburante (il cosiddetto jet fuel) che sta mettendo in difficoltà l’intero settore del trasporto aereo, dall’altro la necessità di non gravare ulteriormente sulle tasche di chi vive in Sardegna. E proprio su questo secondo versante l’esponente della giunta Todde ha voluto mettere un punto fermo, chiarendo che il meccanismo normativo attualmente in vigore non lascia spazio a improvvisazioni o decisioni prese “sull’onda dell’emergenza”.

Un decreto ministeriale come scudo (e non come ostacolo)

La presa di posizione dell’assessora arriva a stretto giro delle dichiarazioni del ministro dei Trasporti, il quale aveva lasciato intendere che il perdurare della crisi in Medio Oriente – con le evidenti ripercussioni sui prezzi del petrolio e, di conseguenza, sui carburanti per aerei – avrebbe potuto rendere insostenibile il mantenimento delle tariffe agevolate per i residenti. Manca, però, ribalta la prospettiva: non è una questione di volontà politica, bensì di obblighi giuridici. Il sistema operativo in Sardegna, spiega, è definito da un decreto ministeriale che risulta pienamente coerente con la normativa europea; e quel decreto, nella sua architettura, “non consente incrementi tariffari a carico dei residenti”. In altre parole, chi gestisce i voli in continuità territoriale non può unilateralmente alzare i prezzi dei biglietti per i sardi, nemmeno di fronte a un’impennata del costo del carburante.

“Il sistema non può essere modificato nell’emergenza”

L’affondo dell’assessora – che evidentemente ha voluto blindare per tempo un principio considerato irrinunciabile per l’isola – si spinge oltre la mera constatazione tecnica. Manca sottolinea infatti che eventuali modifiche al regime di continuità territoriale, se mai ipotizzabili, dovrebbero comunque essere “condivise” e non certo “assunte sull’onda dell’emergenza”. Un passaggio, questo, che suona come una critica frontale all’approccio del ministero: l’esecutivo regionale teme che, di fronte alle difficoltà del mercato, si possa essere tentati di derogare a tutele costruite in anni di battaglie politiche e amministrative. La Sardegna, in fondo, è una regione a statuto speciale, e la mobilità dei suoi cittadini non può essere sacrificata sull’altare delle oscillazioni dei mercati energetici.

Jet fuel e tensioni internazionali: lo scenario che preoccupa i viaggiatori

Ma al di là della querelle politica tra Roma e Cagliari, la questione del carburante per aerei – il famoso jet fuel – solleva un interrogativo che riguarda milioni di potenziali passeggeri: cosa succederebbe se un aeroporto, anche solo per qualche giorno, rimanesse realmente a secco di cherosene? Immaginate la scena: siete arrivati in aeroporto, pronti per imbarcarvi in un viaggio – magari quel viaggio a Londra tra musei, natura e divertimenti tanto pubblicizzato nelle guide – e all’improvviso una notifica sul telefono o un messaggio dagli altoparlanti vi avvisa che il volo è stato cancellato, appunto, per mancanza di jet fuel sull’aereo. Non è uno scenario fantascientifico, anche se al momento appare remoto sul suolo italiano. Le tensioni in Medio Oriente, però, hanno già prodotto scossoni logistici in alcuni hub internazionali, costringendo le compagnie a rivedere piani di rifornimento e rotte. La differenza, nel caso sardo, sta proprio in quell’ingranaggio normativo che l’assessora Manca ha voluto ricordare a Salvini: finché quel decreto resta in piedi, il costo del biglietto per un residente non può lievitare, a prescindere da quanto costi riempire i serbatoi dei velivoli. Resta da vedere – ma questo, lo si dice senza voler formulare previsioni – se il governo centrale tenterà in qualche modo di forzare la mano. Per ora, la partita è ferma qui: da una parte un ministro che guarda ai conti delle compagnie, dall’altra un’assessora che non intende cedere di un millimetro sulla tutela dei suoi concittadini.

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