Scontro tra Regione e governo sul caro jet fuel: l’assessora Barbara Manca a Matteo Salvini: “Nessun aumento delle tariffe”
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Le dichiarazioni che arrivano dal governo centrale – e in particolare l’allarme lanciato dal ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, alla Camera sui possibili rincari dei biglietti aerei – hanno innescato una replica immediata e netta dalla Regione Sardegna. Barbara Manca, assessora regionale ai Trasporti, ha voluto chiarire senza mezzi termini la posizione dell’Isola, intervenendo così nel dibattito acceso che coinvolge la continuità territoriale. Quest’ultima, che rappresenta un presidio essenziale per i cittadini sardi, rischia di incappare in una serie di rincari legati all’esplosione dei costi energetici, sebbene l’assessora abbia ribadito l’esistenza di vincoli normativi ben precisi. Il sistema in vigore, come sottolineato dalla stessa Manca, è definito da un decreto ministeriale coerente con la normativa europea e, per sua stessa natura, non consente incrementi tariffari a carico dei residenti. Si tratta, a tutti gli effetti, di un meccanismo che non può essere modificato con decisioni assunte sull’onda dell’emergenza, né tantomeno attraverso imposizioni unilaterali che non tengano conto delle specificità insulari.
Il contesto in cui si inserisce questa disputa è, per usare un eufemismo, drammaticamente complesso. La chiusura dello Stretto di Hormuz, bloccato ormai dalla fine di febbraio, ha letteralmente strozzato le importazioni di greggio e derivati verso il continente, mettendo in ginocchio le compagnie aeree. L’Europa importa circa un terzo del jet fuel necessario proprio da quella zona e, anche se le raffinerie hanno cercato di sopperire al vuoto, le scorte commerciali si stanno esaurendo a vista d’occhio. Un amministratore delegato di un importante vettore europeo ha confidato ai quotidiani di non aver mai visto una situazione del genere: “nessuno sa niente, nessuno vuole sbilanciarsi oltre la fine del mese”, ha dichiarato, testimoniando l’ansia che pervade i piani alti del settore. Gli analisti prevedono che, se il Canale dovesse rimanere inaccessibile, potremmo assistere a un razionamento sistematico già da metà maggio, uno scenario che costringerebbe i vettori a cancellare migliaia di voli nel pieno della stagione estiva, riducendo drasticamente la mobilità.
Da parte sua, la Regione Sardegna non sembra disposta a cedere di un millimetro sulla salvaguardia del servizio. “La continuità territoriale non consente incrementi tariffari”, ha ribadito l’assessora Manca, la quale ha comunque dimostrato di conoscere la complessità del momento e le difficoltà che il sistema del trasporto aereo sta attraversando. La sua posizione è chiara: qualsiasi eventuale revisione delle tariffe o dei meccanismi di assegnazione dei voli non può che avvenire attraverso un confronto formale e strutturato, che coinvolga ministero, Regione ed Enac, ma non a discapito dei passeggeri. Manca ha sottolineato che limitarsi a segnalare un problema indicando l’aumento dei prezzi come unica soluzione non è pragmatismo, ma una mancanza di assunzione di responsabilità. Lo scontro, quindi, si sposta sul terreno delle soluzioni pratiche: mentre il governo sembra guardare con preoccupazione ai costi operativi delle compagnie, la Regione ribadisce che la mobilità dei sardi è un servizio pubblico essenziale e, in quanto tale, va tutelata anche a costo di trovare risorse alternative al semplice rincaro dei biglietti.




