Il jet fuel americano Jet-A è in arrivo in Europa, ma l’Easa avverte: va usato con cautela. E intanto le low cost tagliano le tariffe
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Redazione Economia
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L’Agenzia europea per la sicurezza aerea, l’Easa, ha da poco diramato un documento tecnico – indirizzato agli operatori del settore – nel quale si chiariscono le modalità d’uso del carburante proveniente dagli Stati Uniti, qualora questo dovesse effettivamente raggiungere il mercato europeo. L’allarme, se così si può definire, non riguarda tanto una presunta pericolosità assoluta del prodotto, quanto piuttosto la necessità di adottare alcune precauzioni specifiche. Il cherosene di tipo Jet-A, diversamente dal più comune Jet A-1 utilizzato in Europa, possiede caratteristiche chimico-fisiche leggermente differenti, in particolare per quanto concerne il punto di congelamento. Per questo motivo, spiega l’Easa, un suo utilizzo sulla flotta continentale richiederebbe accorgimenti tecnici non trascurabili. Pare che l’arrivo del combustibile americano sia imminente, legato a eventuali problemi di approvvigionamento del Jet A-1; un’eventualità, quest’ultima, che i gestori e i vettori seguono con attenzione crescente.
La sorpresa delle tariffe in discesa dopo i timori di un’estate a rischio
Per settimane, i timori legati a una possibile penuria di carburante per aerei avevano alimentato scenari da incubo: voli cancellati a decine di migliaia, aeroporti nel caos e vacanze estive compromesse. Invece, stando a un’indagine condotta dal Financial Times, da qualche settimana si registra un’inversione di tendenza inaspettata. I prezzi dei biglietti hanno ripreso a scendere, e non di poco. Le compagnie aeree, soprattutto quelle low cost, stanno riducendo le tariffe in modo piuttosto deciso, con l’obiettivo dichiarato – anche se non sempre esplicitato nei comunicati ufficiali – di scongiurare un calo delle prenotazioni. Il meccanismo è semplice: molti viaggiatori europei, spaventati dalle notizie sulla carenza di cherosene, hanno finora adottato un atteggiamento attendista, prenotando all’ultimo minuto o addirittura optando per destinazioni più vicine e raggiungibili via terra. Per “sbloccare” questa domanda immobilizzata, i vettori hanno iniziato a offrire condizioni più vantaggiose, in alcuni casi ribassando le tariffe fino al 71 per cento su tratte internazionali.
Il comportamento ambiguo delle low cost tra appelli all’acquisto e sconti reali
Ryanair e Wizz Air, per citare due esempi emblematici del settore a basso costo, ripetono da settimane lo stesso messaggio ai potenziali clienti: «Comprate i voli subito, perché il prezzo dei biglietti è destinato a salire ancora di più». Dall’altro lato, easyJet e Vueling hanno lanciato un’iniziativa battezzata “estate sicura”, con cui invitano esplicitamente a «prenotare senza pensieri», garantendo che i voli già programmati non saranno cancellati a causa della crisi del carburante. Dietro le quinte, tuttavia, la musica cambia. Le stesse low cost hanno cominciato ad abbassare sensibilmente le tariffe anche per il periodo di picco estivo, un comportamento che stride con gli appelli all’acquisto immediato. Non si tratta di una promozione limitata, ma di una vera e propria revisione al ribasso dei listini, come dimostrano alcuni monitoraggi indipendenti condotti su rotte italiane verso il Mediterraneo orientale e le isole.
Un’indagine italiana conferma i rincari record per agosto ma anche la flessione delle scelte dei viaggiatori
Uno studio realizzato da Maiora Solutions, società specializzata in analisi, pricing e revenue management nel settore travel, ha esaminato oltre mille voli e trenta rotte che collegano l’Italia all’Europa, al Medio Oriente e all’Asia. Ne emerge un quadro a due facce: da un lato, i prezzi per agosto 2026 segnano aumenti record, con punte del 74 per cento rispetto alla media stagionale; dall’altro, proprio questi rincori – uniti ai timori per la disponibilità di cherosene – hanno spinto molti italiani a posticipare le scelte o a dirottarsi verso mete più vicine. Le compagnie, leggendo questi segnali, hanno risposto con una strategia di ribasso mirato, cercando di intercettare quella fetta di domanda ancora indecisa. Il risultato è un mercato frammentato, dove convivono tariffe estive alle stelle e offerte last minute a prezzi stracciati. L’arrivo del Jet‑A americano, se confermato, aggiungerebbe un ulteriore elemento di complessità operativa, ma fino a quando il carburante non sarà fisicamente nei depositi europei, i vettori continueranno a giocare al rialzo e al ribasso sulla leva dei costi.




