La riapertura del conto termico 3.0, il portale del GSE riparte il 13 aprile dopo lo stop di marzo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La sospensione tecnica, quella scattata il 3 marzo scorso a fronte di un affollamento di richieste che aveva messo in seria difficoltà il sistema, lascia dunque il posto a una nuova fase operativa. Sarà il 13 aprile, a quanto reso noto dall’amministratore delegato del GSE, Vinicio Vigilante, nel corso di un convegno, la data in cui il portale per la presentazione delle domande tornerà effettivamente fruibile. Un’apertura, questa, che rappresenta un passaggio cruciale per chi, tra cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni, aveva visto bloccarsi all’improvviso la possibilità di accedere agli incentivi per l’efficientamento energetico e l’integrazione delle rinnovabili.

La ragione della pausa e il meccanismo di ripartenza

A determinare l’interruzione temporanea delle procedure era stato il sovraccarico di domande pervenute, un’esplosione della richiesta che aveva portato l’ammontare complessivo a toccare quota 1,3 miliardi di euro, a fronte di un plafond inizialmente fissato in 900 milioni. Una situazione, quella venutasi a creare, che aveva reso necessaria una verifica approfondita sulla corretta allocazione delle risorse disponibili; verifica, questa, che ha portato a una constatazione tanto semplice quanto rilevante: solo una parte minoritaria delle istanze presentate possedeva effettivamente i requisiti per essere accolta. La riapertura del 13 aprile, pertanto, non è solo un ritorno alla normalità burocratica, ma il frutto di un’operazione di screening che ha permesso di liberare capacità finanziaria, ripulendo il portale da quelle richieste prive dei presupposti necessari.

La natura dell’incentivo e il perimetro dei beneficiari

Il meccanismo del conto termico 3.0, va ricordato, si configura come un incentivo a fondo perduto destinato a sostenere interventi mirati alla riduzione dei consumi energetici e al miglioramento delle prestazioni degli edifici. Un’agevolazione che si rivolge a una platea eterogenea: dai soggetti privati agli enti del terzo settore, passando per le pubbliche amministrazioni fino ad arrivare alle configurazioni di autoconsumo collettivo, come le comunità energetiche rinnovabili (CER). L’interruzione di marzo, con la sua portata di oltre 1,3 miliardi di richieste in attesa, aveva di fatto bloccato l’accesso a questa misura per tutti, generando una situazione di stallo che l’annuncio di Vigilante contribuisce ora a sciogliere, restituendo operatività a uno strumento considerato centrale per la transizione energetica.

Le tempistiche annunciate e il contesto operativo

La finestra temporale indicata dall’amministratore delegato, quella del 13 aprile come data “verosimile” per la riattivazione del Portaltermico, arriva dopo settimane di attesa durante le quali il fronte delle richieste si era accumulato senza possibilità di evasione. Un silenzio, quello operativo, rotto solo dalle comunicazioni istituzionali del GSE, l’ente che gestisce la piattaforma e che ha dovuto operare una ricognizione puntuale per districare la matassa delle domande eccedenti. Il dato dei 6 miliardi mai spesi, evocato in alcuni momenti di confronto sul tema, ha alimentato il dibattito sulla capacità di assorbimento delle risorse, ma la riapertura imminente sposta ora l’attenzione sul piano concreto: quello della presentazione di nuove istanze, per interventi che spaziano dalle caldaie agli scaldacqua fino agli impianti solari termici, tutte tipologie di intervento per le quali l’incentivo rappresenta un volano economico di primo piano.

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