Manovra 2025, tasse e cuneo fiscale
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Redazione Interno
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Il Documento Programmatico di Bilancio, recentemente approvato dal Consiglio dei ministri e consegnato alla Commissione Europea, delinea i principali interventi della manovra 2025. Tra le misure più rilevanti, spiccano quasi 12 miliardi destinati al taglio del cuneo fiscale e all'accorpamento dell'Irpef, pari allo 0,58% del Pil, nonché il riordino delle spese fiscali a favore dei nuclei familiari numerosi. Tuttavia, permangono elementi di incertezza, come sottolineato da Confesercenti, che esprime dubbi sulle previsioni di consumo delle famiglie, previste in crescita dall'1,4% rispetto allo 0,2% di quest'anno, un obiettivo ritenuto difficile da raggiungere.
Roberto Capobianco, presidente nazionale di Conflavoro, ha criticato la manovra, affermando che avrebbe dovuto concentrarsi maggiormente sul taglio del costo del lavoro per le aziende. I 3,5 miliardi che arriveranno da banche e assicurazioni nel prossimo biennio, definiti da Giorgetti come "sacrifici", sono stati descritti da Capobianco come un semplice maquillage contabile. Egli sostiene che i veri sacrifici sono sempre stati richiesti al tessuto produttivo, non certo un contributo concordato con il sistema bancario, che rappresenta una partita di giro con lo Stato.
La CNA, invece, ha espresso apprezzamento per l'agevolazione al 50% sulle ristrutturazioni edili, che consentirà di evitare il blocco del processo di riqualificazione degli immobili. Inoltre, la prossima legge di bilancio, che deve rispettare i vincoli del nuovo patto di stabilità, non conterrà interventi penalizzanti per le piccole imprese, secondo le prime indicazioni.
La manovra 2025 presenta una serie di interventi volti a sostenere famiglie e imprese, ma resta da vedere se le previsioni di crescita dei consumi saranno effettivamente raggiungibili e se le misure adottate riusciranno a bilanciare gli effetti restrittivi con quelli espansivi.




