Taglio del cuneo fiscale nella Manovra 2025
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Redazione Economia
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La Manovra 2025, recentemente presentata in Parlamento, introduce significative novità per quanto riguarda il taglio del cuneo fiscale, una misura che, sebbene accolta con favore dalla UIL, potrebbe penalizzare i lavoratori a basso reddito. Durante l'audizione parlamentare sulla Legge di Bilancio, la UIL ha espresso apprezzamento per la stabilizzazione della misura, pur sottolineando che la trasformazione dello sgravio nel 2025 richiede ulteriori considerazioni.
Il CNDCEC, con un comunicato dell'8 novembre, ha pubblicato i dati ufficiali della Fondazione Nazionale dei Commercialisti, evidenziando le risorse necessarie per attuare il passaggio dell'aliquota Irpef dal 35% al 33%. Questo cambiamento, che coinvolge i redditi tra i 28 e i 50 mila euro, potrebbe avere ripercussioni diverse su lavoratori autonomi e dipendenti. La struttura dell'Irpef nel 2025, confermata dall'ultimo disegno di legge di bilancio, manterrà il sistema a tre aliquote (23%, 35% e 43%) introdotto nel 2024 nell'ambito della riforma fiscale.
Per il prossimo anno, il governo intende procedere con un ulteriore taglio delle tasse per lavoratori dipendenti, autonomi e pensionati, finanziato dalle risorse derivanti dal concordato preventivo biennale delle partite Iva, da sottoscrivere entro il 31 ottobre. La Fondazione Nazionale dei Commercialisti ha condotto una serie di simulazioni sul potenziale impatto di un taglio Irpef nel secondo scaglione di reddito, stimando i possibili risparmi per circa 11 milioni di contribuenti.
La Manovra 2025 rappresenta un passo importante verso la riduzione del carico fiscale per una vasta fascia di lavoratori, sebbene restino alcune criticità da affrontare per garantire che i benefici siano equamente distribuiti tra tutte le categorie di contribuenti.




