Rocco Schiavone torna in tv tra spinelli e nuovi misteri
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Stasera, alle 21.25, Rai2 riaccende i riflettori su uno dei personaggi più iconici e controversi del panorama televisivo italiano: Rocco Schiavone, il vicequestore interpretato da Marco Giallini, pronto a tornare con la sesta stagione della serie che ne racconta le vicende. Quattro nuove puntate, ciascuna da 100 minuti, riprendono il filo di una narrazione che non ha mai smesso di appassionare, nonostante i quasi due anni di attesa.
La serie, tratta dai romanzi di Antonio Manzini, riparte esattamente da dove si era interrotta, con Schiavone alle prese con le conseguenze del tradimento dell’amico Sebastiano, responsabile della morte della moglie Marina. Un dramma personale che si intreccia, come sempre, con i casi di cronaca nera che il vicequestore si trova a risolvere, tra Aosta e Ivrea, luoghi che ormai fanno parte del suo universo narrativo.
Ma non è solo la trama a tenere banco. Nei giorni scorsi, sui social network, si è acceso un dibattito insolito, che ha diviso fan e detrattori del personaggio. Al centro della discussione, le abitudini di Schiavone, noto per il suo amore per gli spinelli, che in questa stagione raggiungeranno una media di tre a puntata, per un totale di dodici “bombe” aspirate voluttuosamente dal vicequestore. Un dettaglio che, pur essendo parte integrante del carattere del personaggio, ha scatenato reazioni contrastanti, tra chi lo considera un tratto distintivo e chi lo critica come una normalizzazione di comportamenti discutibili.
Marco Giallini, durante la presentazione della nuova stagione, ha ironizzato sulla sua ormai consolidata identificazione con il personaggio: «Mi definiscono “attore romanissimo”, ma ormai parlo diffusamente il patois», ha detto, riferendosi al dialetto valdostano che ha imparato durante le riprese. Una battuta che sottolinea quanto l’interprete si sia calato nei panni di Schiavone, rendendolo un’icona della serialità italiana.
La serie, coprodotta da Rai Fiction, Cross Productions e Beta Film, con il sostegno delle Film Commission Valle d’Aosta e Torino Piemonte, conferma la sua formula vincente: un mix di noir, humor nero e introspezione psicologica, con un protagonista che, nonostante i suoi vizi e le sue contraddizioni, riesce a conquistare il pubblico.




