Il ministero dell'Economia mette all'asta Btp e Bot per circa 7 miliardi
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Redazione Economia
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Il ministero dell'Economia e delle Finanze ha avviato, per la fine di ottobre, un'importante operazione di collocamento sul mercato del debito pubblico, la quale, articolandosi in più giornate, coinvolge diverse tipologie di titoli di Stato per un ammontare complessivo che si aggira intorno ai sette miliardi di euro. Una manovra, questa, che riflette le ordinarie esigenze di finanziamento del paese e che si sviluppa attraverso aste competitive, destinate a catturare l'interesse degli investitori istituzionali, i quali mostrano una rinnovata attenzione per gli strumenti legati all'inflazione.
I Btp indicizzati all'inflazione e i titoli a breve termine
Martedì 28 ottobre 2025, infatti, sarà la data principale per l'emissione di titoli obbligazionari più complessi, con l'asta del BTP indicizzato all'inflazione europea, noto come BTP€i, che giunge alla sua dodicesima tranche e che maturerà nel maggio del 2036. Questo specifico titolo, il cui codice ISIN è IT0005588881, offre una cedola annua dell'1,8% e avrà un volume di emissione compreso tra uno e 1,5 miliardi di euro, a cui si aggiungono ulteriori 225 milioni destinati a un'asta supplementare. Lo stesso giorno, verrà collocato anche un BTP Short Term con scadenza ad agosto 2027, il quale, garantendo un tasso cedolare del 2,10%, avrà un importo nominale che oscilla tra 1,75 e 2 miliardi di euro. Il meccanismo di collocamento previsto per questi strumenti è quello dell'asta marginale, la quale consente una determinazione discrezionale del prezzo di aggiudicazione e della quantità effettivamente emessa, dando così al ministero un margine di manovra non indifferente.
Il giorno successivo dedicato ai Bot
A completare il quadro dell'offerta, mercoledì 29 ottobre, sarà invece la volta dei Buoni del Tesoro Poliennali, i cui flussi di cassa sono attesi per la fine del mese. In questa sede, verranno messi all'asta due distinti lotti da due miliardi di euro ciascuno: il primo, un BOT semestrale con vita residua di cinque mesi e scadenza fissata al 31 marzo 2026; il secondo, un BOT annuale che giungerà a maturazione nel dicembre 2025, avendo dunque una durata residua particolarmente breve, di soli quarantadue giorni. Per questi titoli, il collocamento avverrà attraverso il sistema dell'asta competitiva, basata sulle richieste degli operatori che esprimono le loro proposte direttamente in termini di rendimento, un metodo che riflette la natura più liquida e immediata di questo segmento del mercato.
Il contesto e le tempistiche del regolamento
La data di regolamento per tutte le operazioni, fatta eccezione per i BOT che vedranno il trasferimento delle somme slittare al 31 ottobre, è uniformemente fissata per giovedì 30 ottobre 2025, creando così un flusso di cassa concentrato e ben definito per l'erario. L'operazione nel suo complesso, la quale non fa che seguire il calendario emissivo programmato, dimostra come lo Stato continui a diversificare le proprie fonti di finanziamento, proponendo sia titoli a tasso fisso e a breve scadenza, sia strumenti più sofisticati e di durata maggiore, che proteggono il capitale dall'erosione inflattiva. Quest'ultima caratteristica, in particolare, sembra attrarre una fetta di investitori sempre più ampia, i quali cercano un riparo certo dalla volatilità dei prezzi in un contesto economico europeo ancora in fase di assestamento.




