Università, via libera a 1.520 borse di specializzazione per l’area sanitaria non medica

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha firmato il decreto che ripartisce 1.520 borse per l’accesso alle Scuole di specializzazione dell’area sanitaria non medica per l’anno accademico 2025/2026. Si tratta della prima applicazione del nuovo sistema di programmazione per queste specifiche specializzazioni, un provvedimento che arriva al termine di un complesso iter che ha visto il coinvolgimento diretto anche del Ministero della Salute e del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Le borse, come si legge nel provvedimento pubblicato dal dicastero di viale Trastevere, sono destinate a sette categorie professionali: biologi, chimici, farmacisti, fisici, odontoiatri, veterinari e psicologi, figure ormai considerate strategiche per il funzionamento del Servizio sanitario nazionale.

La distribuzione e i criteri di assegnazione

La ripartizione delle 1.520 borse tra i vari Atenei è stata definita tenendo conto della capacità formativa delle singole Università e del fabbisogno di specialisti espresso dal sistema sanitario, con l'obiettivo dichiarato di garantire il regolare avvio delle scuole e la continuità della formazione specialistica.

Il decreto stabilisce con precisione la suddivisione dei posti per le diverse tipologie di scuola: tra le specializzazioni con il maggior numero di borse spiccano Patologia clinica e Biochimica clinica, che da sola ne conta 225 (destinate a 170 biologi, 28 chimici e 27 farmacisti), seguita da Farmacia ospedaliera con 214 borse. Per l'area veterinaria sono previsti 172 posti, mentre per Psicologia clinica si contano 159 borse di studio, a cui si aggiungono altri 80 posti per le altre specializzazioni che consentono l'accesso degli psicologi al Servizio sanitario nazionale.

Farmacologia e tossicologia clinica riceve 135 borse, distribuite tra farmacisti, biologi, veterinari e chimici.

Le dichiarazioni del Ministro Bernini

Il Ministro Anna Maria Bernini ha commentato il provvedimento sottolineando come non si tratti di un punto di arrivo ma piuttosto dell'inizio di un percorso. Ha dichiarato che il lavoro è già orientato a rafforzare ulteriormente la formazione specialistica dell'area sanitaria non medica, con l'obiettivo di ampliare progressivamente le opportunità di accesso, aggiornare criteri ormai risalenti nel tempo e assicurare, già dal prossimo anno accademico, una programmazione più tempestiva e pienamente allineata alle esigenze del sistema sanitario.

La titolare del Mur ha voluto così sottolineare la volontà di superare le criticità che avevano caratterizzato gli anni precedenti, quando i bandi erano stati bloccati dall'assenza di un quadro normativo e finanziario chiaro, penalizzando migliaia di giovani laureati in attesa di poter intraprendere il percorso formativo post-laurea.

La possibilità di incrementare i posti e l'iter precedente

Un aspetto rilevante del decreto riguarda l'apertura alla possibilità di aumentare il numero complessivo dei posti finanziati. Regioni, Province autonome e altri enti pubblici o privati potranno infatti finanziare ulteriori borse di specializzazione, mentre gli Atenei, nei limiti della propria capacità formativa, potranno ammettere anche candidati idonei senza borsa di studio.

Il provvedimento arriva dopo un periodo di incertezza: a febbraio 2026 le associazioni di categoria avevano denunciato il ritardo nell'emanazione del Dpcm di riparto delle risorse, che aveva di fatto congelato la pubblicazione dei bandi per l'anno accademico 2025/2026. L'accordo tra Governo e Regioni del novembre 2025 aveva individuato un fabbisogno complessivo di 3.866 specialisti, ma le risorse attualmente disponibili hanno permesso di coprirne poco più di un terzo, pari a 1.520 borse.

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