Università, firmato il decreto per le 1.520 borse di specializzazione dell'area sanitaria non medica

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Ministro dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha firmato il decreto che ripartisce 1.520 borse per l'accesso alle Scuole di specializzazione dell'area sanitaria non medica per l'anno accademico 2025/2026. Il provvedimento, che segna la prima applicazione del nuovo sistema di programmazione in questo settore, conclude un iter complesso che ha visto il coinvolgimento diretto del Ministero della Salute e del Ministero dell'Economia e delle Finanze, come si legge nei comunicati diffusi dal dicastero.

Sette professioni al centro del provvedimento

Le borse di studio sono destinate a sette categorie professionali, figure ormai considerate strategiche per il funzionamento del Servizio sanitario nazionale: biologi, chimici, farmacisti, fisici, odontoiatri, veterinari e psicologi. La distribuzione dei posti, come specificato dal Ministero, è stata definita tenendo conto della capacità formativa espressa dai singoli Atenei e del fabbisogno di specialisti rilevato dal sistema sanitario.

L'obiettivo dichiarato è quello di garantire l'avvio regolare delle scuole e di assicurare la continuità della formazione specialistica per questi professionisti.

La possibilità di incrementare i posti disponibili

Il provvedimento firmato dalla ministra Bernini non fissa però un limite invalicabile, aprendo di fatto alla possibilità di ampliare ulteriormente l'offerta formativa. In base a quanto reso noto, Regioni, Province autonome e altri enti pubblici o privati potranno finanziare borse di specializzazione aggiuntive, a dimostrazione di un interesse diffuso a rafforzare la presenza di queste competenze nei territori.

Gli Atenei, dal canto loro, nei limiti della propria capacità formativa, avranno la facoltà di ammettere alle scuole anche candidati idonei ma non beneficiari di borsa di studio, un'opzione che potrebbe favorire l'accesso a percorsi di alta specializzazione anche in assenza di un finanziamento pubblico diretto.

Una programmazione in divenire

Il decreto rappresenta un tassello importante nella costruzione di un sistema formativo post-laurea per le professioni sanitarie non mediche. La stessa ministra Bernini ha voluto sottolineare come questo intervento sia da considerarsi un punto di partenza, più che un traguardo, per una programmazione che punta a diventare sempre più solida e allineata alle esigenze del Servizio sanitario nazionale. Lo schema di ripartizione delle borse tra gli atenei è riportato in una tabella allegata al decreto, che costituisce il riferimento operativo per l'avvio dell'anno accademico 2025/2026.

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