Pechino Express 2026, la quarta tappa incorona le Dj (che vincono con la "vendetta") mentre i Comedian tornano a casa
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Le lancette dell’orologio, per Tay Vines e Assane Diop, si sono fermate definitivamente sull’arcipelago indonesiano. La quarta puntata di Pechino Express – L’Estremo Oriente, andata in onda giovedì 2 aprile su Sky Uno e in streaming su Now, ha sancito l’eliminazione dei Comedian in una tappa che, snodandosi per 190 chilometri da Madiun a Yogyakarta passando per Surakarta, rappresentava l’ultima occasione utile per mettere le mani sul biglietto per la Cina. Una posta in palio altissima, dunque, che ha trasformato ogni autostop e ogni prova in una piccola resa dei conti, in particolare per una coppia che ha dimostrato di saper gestire la gara con i ferri del mestiere e il cinismo necessario. Le Dj, Jo Squillo e Michelle Masullo, hanno infatti centrato il loro secondo successo di tappa (agganciando in classifica proprio i Raccomandati, Chanel Totti e Filippo Laurino), ma il modo in cui lo hanno fatto ha riscritto per un attimo le gerarchie emotive del gioco: non è bastato arrivare primi, bisognava anche impartire una lezione a chi, durante il viaggio, aveva dimenticato le buone maniere.
La "Lillo Flag" e la trappola della rockstar
Prima di addentrarsi nella giungla di Giava, però, i concorrenti hanno dovuto vedersela con una variabile imprevista e volutamente destabilizzante: la "Lillo Flag". L’inviato speciale Lillo, trasformato per l’occasione in una rockstar esigente, ha letteralmente bloccato la corsa di chi incrociava il suo cammino. Il meccanismo, come riportato dagli sviluppi della puntata, era subdolo perché apparentemente semplice: la coppia che intercettava il comico doveva fermarsi, radunare venti persone e assistere a una sua canzone prima di poter passare il testimone (o meglio, la bandiera nera) ad altri malcapitati. Chi arrivava al traguardo con quell’impiccio nel proprio zaino virtuale vedeva immediatamente peggiorare la propria posizione in classifica, una perdita che in una frazione di gara così breve equivaleva a una condanna.
Per un curioso scherzo del destino, o forse per una precisa strategia dei Raccomandanti (vincitori della scorsa tappa e quindi detentori della busta nera), la bandiera è finita in mano a Gaia De Laurentiis e Agnese Catalani, le Biondine. E qui, il registro narrativo dello show è improvvisamente scivolato dal viaggio-avventura al dramma familiare più crudo. Costretti a passare la notte insieme a Lillo a causa del maltempo e della logistica, madre e figlia hanno dato vita a uno scontro che ha messo in ombra persino la fatica fisica del percorso. L’inviato, rimasto intrappolato in questa burrasca emotiva, ha assistito a un faccia a face in cui Agnese ha rinfacciato alla madre un’assenza storica ("Ma quando ci sei mai stata te come madre?"), un attacco a cui Gaia ha risposto cercando di ricostruire i pezzi di una separazione che aveva portato alla nascita di una nuova famiglia. Un momento di altissima tensione che ha restituito, senza filtri, la fragilità di un rapporto in bilico tra la voglia di ripartire e il peso di vecchie ferite.
La prova dell’autocontrollo e il trionfo degli Spassusi
La prima vera selezione della giornata si è giocata a Surakarta, dove le prime tre coppie arrivate al Libro Rosso – i Raccomandati, i Veloci (Fiona May e Patrick Stevens) e gli Spassusi (Biagio Izzo e Francesco Paolantoni) – si sono guadagnate l’accesso alla prova immunità. Una prova, quest’ultima, che aveva il sapore beffardo di un esperimento psicologico più che di una sfida fisica: bendati e con un cardiofrequenzimetro al polso, i concorrenti dovevano restare impassibili mentre venivano sottoposti a suoni disturbanti e, dulcis in fundo, a insetti e piccoli rettili fatti scivolare sotto le magliette. Una meditazione coatta che aveva l’obiettivo di scardinare i nervi più saldi. E se Chanel Totti è apparsa sul punto di cedere al panico, a vincere – sorprendendo anche gli spettatori più affezionati – sono stati proprio i due comici partenopei, Biagio e Francesco, dimostrando una freddezza e una concentrazione inaspettate per chi, fino a quel momento, aveva fatto del caos la propria firma.
Il verdetto del tappeto rosso: la strategia della vendetta
Nel frattempo, sul resto del percorso, le Dj sfrecciavano verso Yogyakarta con una determinazione ferrea. Il loro arrivo al traguardo, sigillato dal primo posto, le ha messe nelle condizioni di esercitare il potere più temuto: indicare chi dovesse affrontare l’eliminazione. E qui Jo Squillo ha giocato la carta della coerenza spietata. A inizio tappa, le Dj avevano già assegnato un malus ai Comedian, e questi ultimi – forse per scorno o forse per distrazione – avevano smesso di rivolgere loro il saluto. Un dettaglio che, agli occhi della leader delle Dj, non è passato inosservato. Quando Fiona May, sempre più complottista nei confronti della rivale, ha provato a insinuare sospetti su presunti favoritismi (come nel caso della bambina che avrebbe aiutato le Dj a trovare un passaggio, poi rivelatosi un semplice gesto di ospitalità della famiglia indonesiana), la tensione è lievitata, ma non ha distolto Squillo dal suo obiettivo. "Non siete obbligati a salutarmi", ha tagliato corto la concorrente, "così come io non ho alcun obbligo di salvarvi". Con queste parole ha consegnato la busta nera a Tay Vines e Assane Diop, decretando la loro immediata uscita di scena e lasciando le Biondine (pur con i loro drammi familiari) ancora in corsa per un soffio. Un verdetto che, in attesa della prossima tappa in Cina, consegna il testimone della crudeltà televisiva a chi, in fondo, ha capito prima degli altri la regola non scritta di questo gioco.




