Il Teatro della Toscana presenta la nuova stagione tra arte e polemiche, mentre si discute il suo declassamento
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Redazione Interno
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Firenze non rinuncia al suo teatro, nonostante le nuvole che si addensano sul futuro istituzionale della Fondazione Teatro della Toscana. Mentre questa mattina, sotto l’Arengario di Palazzo Vecchio, Stefano Massini svelava i dettagli della stagione 2025/2026 – un cartellone che spazia dai conflitti tra memoria e potere alle battaglie per l’autonomia femminile – la questione del declassamento da teatro nazionale a realtà locale rimane un macigno. Una decisione che, secondo il presidente di Reciproca Sms Antonio Chelli, rappresenterebbe "uno schiaffo alla Toscana", più che un danno economico.
La direzione artistica di Massini, che coinvolge non solo la Pergola ma anche il Teatro Era di Pontedera e il Nuovo Rifredi, punta a esplorare le contraddizioni del presente attraverso laboratori, incontri e una programmazione che fonde classico e contemporaneo. "Non mi muovo", ha ribadito il drammaturgo, ignorando le pressioni politiche. E in molti, oggi in piazza della Signoria, gli hanno dato ragione, compresa la sindaca Nardella, che ha parlato di un attacco alla città: "Se la decisione sarà confermata, ricorreremo in ogni sede".




