Lupi, l’Ue approva il declassamento: la protezione si allenta tra polemiche e pressioni politiche
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Gli ambasciatori degli Stati membri dell’Unione europea hanno dato il via libera alla proposta di modificare lo status di protezione del lupo, declassandolo da specie "strettamente protetta" a semplicemente "protetta" nell’ambito della Direttiva Habitat. Una decisione che, come sottolinea il Wwf, mancherebbe di basi scientifiche solide e rischierebbe di compromettere la conservazione di un animale simbolo della biodiversità europea. Nei prossimi giorni, la palla passerà al Parlamento europeo, chiamato a votare entro maggio sulla questione.
La Provincia autonoma di Trento, da tempo in prima linea nel chiedere maggiore flessibilità nella gestione dei lupi, ha ribadito la sua posizione durante un’audizione alla Commissione Politiche dell’Unione europea della Camera. L’assessore competente ha insistito sulla necessità di "regole più adattabili", sostenendo che la convivenza con i predatori, soprattutto in aree rurali e montane, richieda strumenti diversi da quelli attuali. Il Trentino, del resto, è una delle regioni dove la presenza del lupo ha generato tensioni ricorrenti, con allevatori e agricoltori che denunciano danni al bestiame.
Sullo sfondo, però, c’è un caso che ha pesato non poco sul dibattito: quello del lupo GW950m, responsabile dell’uccisione di Dolly, il pony della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, in Bassa Sassonia. Un episodio che, secondo molti osservatori, avrebbe accelerato la spinta politica verso il declassamento, trasformando una questione di conservazione in un tema carico di simbolismi. "La politica si sta allontanando dalla scienza", accusa il Wwf, esortando i parlamentari europei italiani a opporsi alla modifica.




