Separazione delle carriere, l'aula di Montecitorio approva la seduta fiume tra le polemiche

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’Aula della Camera ha autorizzato, con un margine di 88 voti, la richiesta di Fratelli d’Italia di procedere con una seduta fiume sul disegno di legge che introduce la separazione delle carriere dei magistrati. Una scelta che, di fatto, impone un’accelerazione sui tempi dei lavori parlamentari, spianando la strada al voto finale sull’articolato – previsto non prima delle dodici di giovedì – e consegnando alla maggioranza un vantaggio procedurale significativo.

Le opposizioni, che pure hanno messo in campo ogni strumento regolamentare per tentare di rallentare l’iter, incluso un numero elevatissimo di dichiarazioni di voto, hanno bollato la decisione come un affronto al metodo democratico. La capogruppo del Partito Democratico, Chiara Braga, non ha usato mezzi termini, definendo lo strappo «un’innovazione impensabile», motivata non da necessità ma dalla volontà di «soddisfare le esigenze di una maggioranza che non è in grado di stare due giorni a votare una riforma costituzionale in Aula».

Con il secondo sì dell’assemblea di Montecitorio, che giunge a seguito di un primo via libera e che dovrebbe perfezionarsi entro domani, la riforma voluta dal governo si appresta così a superare la sua terza lettura. Manca ora soltanto l’ultimo passaggio al Senato, il quale, come stabilito dall’articolo 138 della Costituzione, non potrà esprimersi prima del 22 ottobre, data che segna il termine dei tre mesi necessari dal primo voto di palazzo Madama

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