Mogol, 90 anni di parole che hanno segnato la canzone italiana

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   In oltre sessant'anni di carriera, Giulio Rapetti, in arte Mogol, ha firmato più di 1.500 testi, contribuendo a cambiare il linguaggio della canzone italiana. Dalle collaborazioni con Lucio Battisti ai brani scritti per alcuni dei principali artisti del Paese, le sue canzoni hanno raccontato amori, ricordi e trasformazioni generazionali. Molti dei suoi versi continuano ancora oggi a far parte del linguaggio quotidiano, come "Il mio canto libero" o "Emozioni", che sono diventati patrimonio collettivo.

Il paroliere, che non ama essere definito tale, preferisce il termine "autore", e oggi spegne 90 candeline, un traguardo che rappresenta un'intera epoca della musica leggera italiana.

Un nome d'arte nato quasi per caso

Il nome d'arte Mogol ha una storia curiosa, che risale al 1959, quando il giovane Giulio si iscrisse alla SIAE per depositare i propri diritti d'autore. In quell'occasione, propose una rosa di trenta pseudonimi, che vennero tutti bocciati, e fu solo con il trentunesimo tentativo, il nome del capo delle Giovani Marmotte nei fumetti Disney, che ottenne l'approvazione. Lui stesso raccontò in seguito di aver quasi avuto un infarto quando riconobbe la provenienza del nome, pensando tra sé e sé che tanto non lo avrebbe conosciuto nessuno. La storia, evidentemente, gli ha dato torto.

Oggi, a testimonianza del legame indissolubile con la sua arte, dal 2006 il cognome Mogol è stato ufficialmente aggiunto al suo nome anagrafico con un decreto del Ministero dell'Interno.

Gli inizi e la consacrazione sanremese

Nato a Milano il 17 agosto 1936 in una famiglia dove la musica era di casa (suo padre, Mariano Rapetti, era un importante dirigente della casa editrice Ricordi), Mogol iniziò la sua carriera come paroliere a soli 19 anni, seguendo le orme paterne. Dopo i primi anni di gavetta, il talento emerse prepotentemente nel 1961, quando vinse il Festival di Sanremo con "Al di là", interpretata da Betty Curtis e Luciano Tajoli.

Quella vittoria fu il primo di una lunga serie di successi che lo portarono a collaborare con i più grandi interpreti dell'epoca, da Mina a Tony Dallara, firmando brani come "Stessa spiaggia stesso mare" e "Bambina bambina". Nel 1965 arrivò un'altra affermazione sanremese con "Se piangi, se ridi", cantata da Bobby Solo, una canzone che, come raccontò in seguito, scrisse in macchina mentre si recava in studio di registrazione.

Il sodalizio leggendario con Lucio Battisti

L'incontro che avrebbe cambiato per sempre la storia della musica italiana avvenne alla fine del 1965, quando un giovane e timido chitarrista di nome Lucio Battisti si presentò alla sua porta. Da quel momento nacque uno dei sodalizi artistici più fecondi e celebrati di sempre, che ha prodotto capolavori come "Emozioni", "Il mio canto libero", "Una donna per amico" e "La canzone del sole".

La loro intesa era basata su una perfetta complementarietà: Battisti era il musicista, considerato da Mogol un "matematico", mentre Mogol era l'uomo delle parole, capace di trasformare le melodie in poesie che raccontavano la vita. Fu proprio Mogol a insistere perché il suo amico e collega iniziasse a cantare le proprie canzoni, superando le resistenze iniziali del timido Battisti, che si sentiva principalmente un compositore.

Il sodalizio, durato fino al 1980, si interruppe a causa di contrasti sulla distribuzione dei proventi editoriali, ma il duo rimane a tutt'oggi un punto di riferimento imprescindibile per la musica italiana.

Oltre Battisti: una carriera infinita

La rottura con Battisti non fermò la vena creativa di Mogol, che continuò a scrivere per alcuni dei più grandi artisti italiani, da Riccardo Cocciante a Mango, da Adriano Celentano a Zucchero, fino a Eros Ramazzotti. Con oltre 1.500 brani firmati e circa 500 milioni di dischi venduti in tutto il mondo, il suo contributo alla musica leggera è incommensurabile. Oltre alla carriera di autore, Mogol è stato anche un imprenditore illuminato: nel 1992 ha fondato in Umbria il Cet, il Centro Europeo di Toscolano, una scuola no-profit per la formazione di nuovi autori, musicisti e cantanti.

È stato anche presidente della SIAE e ha fondato, insieme a Gianni Morandi e Claudio Baglioni, la Nazionale Italiana Cantanti, dimostrando un impegno costante non solo per la musica, ma anche per il sociale e la solidarietà.

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