Mare fuori 5 manda in crash Rai Play: il fenomeno che non si ferma
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La parola "fenomeno", spesso abusata quando si parla di prodotti televisivi o cinematografici, trova in Mare fuori una delle poche eccezioni che ne giustificano l’uso. La serie, arrivata alla sua quinta stagione, ha raggiunto un livello di popolarità tale da far crollare Rai Play nella notte tra l’11 e il 12 marzo, esattamente a mezzanotte, quando i primi sei episodi sono stati resi disponibili. La piattaforma, travolta da un’ondata di accessi, è rimasta inaccessibile per quasi un’ora, confermando l’attesa spasmodica del pubblico, composto soprattutto da giovanissimi, che non ha voluto perdere neppure un minuto del nuovo capitolo.
Tra i protagonisti di questa stagione, il ritorno di Ciro Ricci, interpretato da un attore che ormai incarna l’anima stessa della serie, ha scatenato ulteriori reazioni. Ciro, pur essendo fisicamente assente da tempo, continua a essere un punto di riferimento narrativo, un filo invisibile che lega le vicende passate a quelle presenti. Per i fan, la sua presenza, seppur non sempre tangibile, è un elemento imprescindibile, tanto da renderlo quasi un simbolo della serie stessa.
La quinta stagione, affidata alla regia di Ludovico Di Martino, già noto per SKAM Italia, segna un ulteriore salto di qualità. Di Martino, con una messa in scena più matura e tecnicamente raffinata, è riuscito a evitare il rischio di un calo di tensione narrativa, problema comune per le serie che raggiungono un numero elevato di stagioni. I primi sei episodi, disponibili dal 12 marzo, si distinguono per un ritmo incalzante e una fotografia che sfiora il cinema, dimostrando come Mare fuori sia riuscita a rinnovarsi senza perdere la sua essenza.
Non mancano, tuttavia, le critiche. Defence for Children Italia, ong da anni impegnata nella tutela dei diritti dei minori, ha espresso forti riserve sulla rappresentazione della giustizia minorile nella serie. Secondo l’organizzazione, Mare fuori offrirebbe una visione distorta della realtà, in cui le prime vittime sarebbero gli stranieri non accompagnati. Una posizione che, seppur legittima, non sembra aver intaccato il successo della serie, già proiettata verso una sesta stagione, le cui riprese inizieranno a giugno.




