Borse europee in frenata, ma Milano resiste e vola ai massimi dal 2007
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Redazione Economia
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Mentre i principali mercati di Eurolandia mostrano segnali contrastanti, interrompendo una serie di quattro sedute positive, la Borsa di Milano si distingue con un deciso rialzo, raggiungendo livelli che non si vedevano da oltre quindici anni. L’indice Ftse Mib, dopo aver sfiorato i 40.212 punti in mattinata, ha chiuso a 40.356, segnando un +0,7% e consolidando una performance che lo colloca al di sopra delle attese, nonostante il clima incerto che grava sulle piazze finanziarie.
A contribuire al trend positivo, oltre alla tregua sui dazi tra Stati Uniti e Cina – che aveva spinto i listini ai massimi nella seduta precedente – è stata anche la frenata dell’inflazione americana, i cui dati di aprile hanno ridotto le pressioni sulle politiche monetarie della Federal Reserve. Wall Street, del resto, ha aperto in territorio positivo, trascinando con sé il Nasdaq, mentre in Europa Londra, Parigi e Francoforte hanno registrato movimenti più contenuti, senza riuscire a capitalizzare il recente slancio.
A trainare il Ftse Mib sono stati soprattutto i titoli finanziari, con Unipol, Azimut e Fineco tra i protagonisti, insieme a utility come Hera e A2A, oltre ai comparti farmaceutico e industriale, dove spiccano Recordati e Stellantis. Buone anche le performance di DiaSorin e Juventus, mentre Rcs e D’Amico hanno mostrato minore dinamismo. Tra le società più volatili, Alerion Clean Power e Comer Industries hanno invece oscillato tra guadagni e perdite, risentendo della cautela degli investitori.
Lo spread tra Btp e Bund, intanto, ha toccato i 101 punti, dopo essere sceso sotto quota 100 nel corso della giornata, attestandosi ai minimi dal settembre 2021, quando a Palazzo Chigi sedeva Mario Draghi. Il rendimento del decennale italiano è salito al 3,7%, contro il 2,69% del Bund tedesco, confermando un contesto di relativa stabilità per i titoli di Stato.




