La morte di Davide Barbieri e quel grido d’allarme inascoltato su via Sesto: "Era nell’aria"
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Redazione Interno
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Non un colpo di fulmine a ciel sereno, come spesso si è soliti definire gli eventi tragici che sconvolgono la quotidianità di una città, ma un boato annunciato, prevedibile, forse persino evitabile. Questo il senso di rabbia impotente che filtra dalle parole di chi, da tempo, aveva provato a lanciare l’allarme senza però trovare orecchie disposte ad ascoltarlo. La morte di Davide Barbieri, il diciottenne studente del liceo scientifico Gaspare Aselli di Cremona, non ha solo strappato alla vita un ragazzo solare, come lo dipingono i compagni di classe e il dirigente scolastico Alberto Ferrari, nel primo pomeriggio di oggi, lunedì 23 febbraio -2-7. La sua scomparsa, avvenuta all’ospedale Maggiore dove era giunto in condizioni disperate dopo lo schianto, riapre con drammatica forza una ferita antica per il quartiere Sant’Ambrogio e, in particolare, per quel tratto di via Sesto che i residenti hanno ormai ribattezzato una "tangenzialina".
L’incidente, la cui dinamica è al vaglio della polizia locale che ha posto sotto sequestro i mezzi coinvolti su disposizione della Procura, si è verificato intorno alle 13 all’altezza di largo Ragazzi del ’99 -2-10. Davide, alla guida della sua moto, stava percorrendo la strada in direzione della tangenziale quando, nel tentativo di superare una Fiat Panda condotta da una donna di mezza età che stava svoltando a sinistra verso via Castelpiano, ha urtato la vettura -2-7. Un impatto, quello con l’auto in manovra, che gli ha fatto perdere il controllo del mezzo, innescando una terribile carambola che l’ha visto finire prima contro un’automobile in sosta e poi, con violenza inaudita, contro un palo della luce -1-10. Uno schianto secco, violentissimo, che non gli ha lasciato scampo.
Dietro la ricostruzione tecnica di quei drammatici istanti, però, si staglia il racconto amaro di una comunità stanca di sentirsi inascoltata. “Era nell’aria, l’incidente era nell’aria, mi viene da dire”, ha commentato a caldo Lionella Leoni, presidente del Comitato di quartiere Sant’Ambrogio e Incrociatello, con una frase che suona come un’accusa precisa e inconfutabile -1. Da almeno tre anni, ha tenuto a sottolineare, il comitato che presiede non ha mai smesso di segnalare alle autorità competenti la pericolosità cronica di quella direttrice stradale, divenuta un corridoio ad alto scorrimento dove la velocità delle auto, spesso inosservanti dei limiti e della segnaletica, mal si concilia con la presenza di scuole, attività produttive e residenti -3-8. Una situazione di pericolo oggettivo, fatta di stop non rispettati, segnaletica orizzontale sbiadita o inesistente e un flusso veicolare incessante, che aveva spinto i residenti a chiedere interventi strutturali rimasti, a quanto pare, sulla carta -3. Non solo questioni di viabilità ordinaria, ma anche un più ampio e annoso problema di sicurezza e manutenzione urbana, con lamentele per l’illuminazione pubblica carente in alcune aree e la presenza di topi, che contribuiscono a creare un senso di abbandono e degrado in chi quei luoghi li vive ogni giorno -5-8. L’appello per l’installazione di cartelli che avvisassero gli automobilisti della prossimità di un asilo e di una scuola materna, sollecitato più volte negli anni, sembra essere caduto nel vuoto, così come le richieste di un presidio più costante delle forze dell’ordine, specialmente nelle ore serali -3-5.




