La ferita mondiale e il rilancio dell’Italia: Donnarumma guida la nuova era under 21 di Baldini
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Redazione Sport
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La mancata qualificazione al Mondiale, una ferita che brucia ancora ma che il capitano azzurro intende trasformare in carburante per il futuro. Gianluigi Donnarumma, reduce dalla delusione del play-off perso contro la Bosnia ed Erzegovina, ha rotto il silenzio nel ritiro di Coverciano. Il portiere del Manchester City ha raccontato lo sconcerto dei giorni successivi all’eliminazione, quando – come ha ammesso lui stesso – è rimasto due o tre giorni senza nemmeno allenarsi, perché “dopo l’ultimo rigore mi è crollato tutto addosso”.
Un dolore, questo, che il numero uno azzurro non ha voluto nascondere, sottolineando anzi come sia necessario portarsi dietro questa sofferenza per evitare di ripetere gli stessi errori. L’obiettivo, nelle sue parole, è ripartire con rabbia e orgoglio, dando il via a una ricostruzione che non concede tregua.
L’ammissione di Donnarumma: “Ho chiamato subito Baldini”
In un contesto di profondo sconforto, la reazione del capitano è stata immediata e quasi istintiva. Donnarumma ha rivelato di essersi sentito in dovere di contattare personalmente il commissario tecnico ad interim, Silvio Baldini, per mettersi a disposizione. Lui, che pure aveva sognato di creare qualcosa di magico insieme all’ex ct Gennaro Gattuso, al presidente Gravina e a Gigi Buffon, ha visto quel progetto andare in frantumi. Ciò che fa più male, a suo dire, non è solo la sconfitta sportiva, ma la dispersione di quella energia collettiva che si era creata.
Ciononostante, Donnarumma ha voluto precisare che l’intero gruppo avrebbe risposto presente alla chiamata; la voglia di riscatto, insomma, accomuna tutti i convocabili, anche se la selezione per queste amichevoli – contro Lussemburgo e Grecia – seguirà una logica precisa e profondamente innovativa.
L’esperimento di Baldini: solo under 21 (con un’eccezione)
La scelta di Baldini, infatti, è netta e programmatica. Il tecnico, che guida solitamente l’Under 21, ha dichiarato senza mezzi termini di voler convocare quasi esclusivamente i ragazzi che già conosce dal settore giovanile, un atto che definisce “di logica” più che di coraggio. Della vecchia guardia, tra i 24 convocati, solo Donnarumma e pochi altri elementi (come Pio Esposito) hanno mantenuto un posto, fungendo da traghettatori per i debuttanti.
Questa scelta, dettata anche dall’assenza di un ct permanente a causa delle prossime elezioni federali del 22 giugno, trasforma le amichevoli di giugno in un laboratorio per il futuro. Non si tratta solo di riempire il vuoto lasciato dal Mondiale, ma di lanciare un segnale forte sul cambiamento.
Un dolore che pesa milioni (e che il paese sente)
L’assenza dell’Italia dalla competizione iridata, unica squadra campione in carica tra le grandi escluse insieme alla Germania, non ha ripercussioni solo sull’umore degli spogliatoi. Secondo stime economiche citate dalla stampa, lo sforzo per il sistema paese si aggirerebbe intorno a 1,5 miliardi di euro, una cifra che tiene conto della perdita di diritti tv, sponsorizzazioni e indotto turistico. La disfatta, insomma, ha un peso specifico enorme, e Donnarumma lo sa bene.
Per questo, durante la conferenza stampa a Coverciano, il portiere ha voluto chiarire un aspetto legato alla panchina: se arrivi un allenatore straniero – circostanza resa possibile dall’assenza di un ct fisso – a lui non creerebbe alcun problema. L’importante, ha ribadito, è che chiunque arrivi dia tutto per la maglia azzurra.




