Tassa da 2 euro sui pacchi extra-Ue: le istruzioni e la sospensione in arrivo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Introdotta con la Legge di Bilancio 2026, la nuova imposta fissa di due euro per i colli di valore inferiore a 150 euro provenienti da Paesi terzi ha sollevato immediatamente un intricato dibattito operativo, nonché concrete preoccupazioni per il fluido funzionamento della logistica internazionale. L'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, cui spetta il compito di applicare la normativa, ha tentato di fornire un quadro chiaro attraverso due circolari distinte, emesse rispettivamente a dicembre 2025 e a gennaio 2026, le quali delineano i dettagli procedurali per il versamento del contributo, definito tecnicamente come un corrispettivo per i servizi di sdoganamento.

Il periodo transitorio e gli adeguamenti tecnici

Consapevole delle potenziali criticità, l'Agenzia ha disposto, con la seconda circolare, una fase transitoria originariamente prevista fino al 28 febbraio, poi prorogata fino al 15 marzo 2026. Questo lasso di tempo, essenziale per evitare ingorghi nei flussi automatizzati e consentire agli operatori del settore di allineare i propri sistemi informatici, ha di fatto costituito una prima moratoria di fatto dell'applicazione stringente del tributo, sebbene la norma fosse formalmente in vigore dal primo giorno dell'anno.

La svolta: il governo valuta la sospensione

Proprio mentre gli uffici doganali e i corrieri internazionali si attrezzavano per implementare le nuove procedure, è emersa con forza l'ipotesi di una sospensione definitiva della misura. Il governo italiano, infatti, sta valutando di fermare l'applicazione della tassa nazionale in attesa che un meccanismo analogo, il cosiddetto contributo sui servizi di sdoganamento, venga adottato in modo omogeneo a livello dell'Unione Europea. La prospettiva di un disarmonico prelievo fiscale limitato al territorio italiano, con il rischio di distorcere il mercato e creare disparità di trattamento, appare dunque il principale motore di questa inversione di rotta, la quale mira a riallineare l'azione nazionale con quella comunitaria.

Le implicazioni pratiche e le incertezze

Nel frattempo, la circolare emanata a inizio gennaio rimane il documento di riferimento per gli operatori, specificando che il contributo è dovuto dal destinatario della merce e deve essere assolto prima della consegna finale del pacco. L'iter, che coinvolge piattaforme digitali e intermediari finanziari, rappresenta un onere aggiuntivo e una complicazione burocratica per un volume di traffico commerciale che, negli ultimi anni, è cresciuto in maniera esponenziale. L'eventuale sospensione, se confermata, risolverebbe molte delle perplessità sollevate dalle associazioni di categoria e dai consumatori, i quali vedrebbero venir meno un costo aggiuntivo sugli acquisti online da piattaforme extraeuropee, ma lascerebbe in sospeso la questione di fondo sulla futura armonizzazione a livello continentale della fiscalità sulle piccole importazioni.

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