La BMW Serie 7 dice addio alla guida autonoma di Livello 3: un passo indietro per l’ammiraglia

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   L’industria automobilistica, si sa, procede a fasi alterne, e ciò che oggi rappresenta l’avanguardia tecnologica domani potrebbe rivelarsi un costo superfluo, un peso di cui liberarsi per alleggerire i bilanci e semplificare la vita agli automobilisti. Ne sa qualcosa la BMW, che secondo quanto riportato da più testate specializzate tra cui Automobilwoche, avrebbe deciso di compiere un’operazione controcorrente per il restyling della sua ammiraglia, la Serie 7, la cui presentazione è attesa per il mese di aprile del 2026 come modello destinato al mercato dell’anno successivo -5-9. La casa bavarese, che aveva introdotto con un certo orgoglio il sistema “Personal Pilot L3” nel marzo del 2024, permettendo al veicolo di gestire autonomamente la guida in determinate condizioni, sembra ora intenzionata a fare marcia indietro, abbandonando il tanto decantato Livello 3 per tornare a un più tradizionale e, per certi versi, sorprendente Livello 2 -6-8.

Il costo dell’innovazione e la scarsa utilità pratica

Alla base di questa scelta, che potrebbe apparire come un paradosso in un’epoca in cui si corre verso l’automazione totale, ci sono motivazioni estremamente concrete che affondano le radici nei numeri e nell’effettivo utilizzo di questi sistemi. Il “Personal Pilot L3”, infatti, richiedeva una dotazione hardware decisamente complessa e costosa, comprendente sensori LiDAR e una piattaforma di calcolo dalle prestazioni elevate, il cui costo per il cliente finale si aggirava intorno ai 6.000 euro -2-6. Una spesa notevole, questa, per una funzionalità il cui impiego era fortemente limitato: il sistema operava esclusivamente su autostrade, a velocità non superiori ai 60 km/h e solamente in presenza di traffico intenso o in coda, condizioni che mal si conciliano con l’uso che tipicamente si fa di una berlina di lusso -5-9. A ciò si aggiungeva la complessità burocratica legata all’omologazione, un processo farraginoso e diversificato da paese a paese che di fatto ne limitava la disponibilità, almeno inizialmente, al solo mercato tedesco -7.

Un nuovo sistema derivato dalla piattaforma Neue Klasse

Con il restyling, dunque, BMW ha optato per una strategia diametralmente opposta, scegliendo di equipaggiare la nuova Serie 7 con un sistema di Livello 2 derivato direttamente dalla piattaforma Neue Klasse, la stessa che ha fatto il suo debutto sulla seconda generazione della iX3 -1-5. Una piattaforma modulare e concepita per essere scalabile su tutta la futura produzione del marchio, che porterà con sé un’architettura elettrica ed elettronica di nuova generazione. Il nuovo pacchetto di assistenza alla guida, il cui costo è drasticamente inferiore, attestandosi su cifre vicine ai 1.450 euro, offrirà funzionalità in realtà molto più vicine alle esigenze quotidiane di chi percorre lunghi tragitti -2-6. Parliamo del cosiddetto “Highway Assistant”, un sistema di Livello 2 avanzato che consente di tenere le mani lontane dal volante fino a 130 km/h, mantenendo ovviamente l’attenzione sulla strada, e che è in grado di effettuare cambi di corsia autonomi previa conferma del conducente, magari con un semplice movimento oculare -5-6.

Un ridimensionamento che riguarda l’intero settore

Questa retromarcia, per certi versi clamorosa, non è un fulmine a ciel sereno e non vede la sola BMW come protagonista. L’intero settore automotive, dopo anni di rincorsa alla tecnologia fine a sé stessa, sta attraversando una fase di assestamento in cui il rapporto tra costi e benefici viene valutato con lente e pragmatismo. Mercedes-Benz, ad esempio, ha recentemente compiuto una manovra analoga, sospendendo il programma per la guida autonoma di Livello 3 sul suo modello S-Class e sulla variante elettrica EQS, sostituendolo con un sistema di Livello 2++ chiamato “MB.Drive Assist Pro”, che mira a offrire un’esperienza di guida assistita “porta a porta” simile a quanto proposto da Tesla con il suo Full Self-Driving -4-5. Anche Stellantis, secondo quanto riportato, avrebbe messo da parte i piani per l’introduzione del Livello 3, complice la complessità e gli investimenti necessari -1-2.

La scelta del pragmatismo industriale

In definitiva, la decisione di BMW appare come una scelta dettata da un sano realismo industriale, più che da un cedimento tecnologico. La possibilità di offrire un sistema di assistenza alla guida più versatile, utilizzabile in un maggior numero di situazioni e a un prezzo sensibilmente inferiore, potrebbe rivelarsi vincente agli occhi di una clientela che, a conti fatti, del sistema di Livello 3 faceva un uso sporadico, quando non nullo. Il nuovo sistema di Livello 2, inoltre, potrà beneficiare degli aggiornamenti software over-the-air, come già annunciato per le funzioni urbane sulla iX3, garantendo un’evoluzione continua delle sue capacità senza richiedere interventi in officina -5. Un approccio, questo, che guarda al futuro con i piedi ben piantati a terra, privilegiando l’effettiva utilità e la sostenibilità economica rispetto alla mera affermazione di supremazia tecnica.

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