Inter-Juventus 3-2, Zielinski al novantesimo regala il derby a Chivu ma l’espulsione di Kalulu infiamma la notte di San Siro

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Cinque reti, due rimonte, un’inferiorità numerica che pesa come un macigno e un verdetto finale arrivato allo scadere, quando il cronometro segnava ormai il novantesimo minuto e il contatto era ormai perso per chi inseguiva. Il derby d’Italia andato in scena sul prato di San Siro ha mantenuto tutte le promesse della vigilia, regalando ai 75.515 spettatori presenti – per un incasso record che si avvicina ai nove milioni di euro – una serata di calcio totale, in cui la tecnica individuale e il peso specifico degli episodi si sono intrecciati in modo inestricabile -1. A sorridere al triplice fischio è stata l’Inter di Cristian Chivu, capace di aggrapparsi al mancino di Piotr Zielinski per trovare il definitivo 3-2, un risultato che proietta i nerazzurri a +8 sul Milan secondo in classifica, seppur con una gara in più disputata -8. Ma la fotografia del match, quella destinata a rimanere impressa negli occhi degli appassionati e, soprattutto, nei taccuini dei cronisti, non può limitarsi al solo dato numerico: la sfida è stata segnata da un arbitraggio, quello di La Penna, destinato ad alimentare dibattiti e recriminazioni per giorni.

La partita si era messa in discesa per i padroni di casa già al diciassettesimo, quando un cross dalla destra di Luis Henrique, in apparenza innocuo, si è trasformato nella beffa per la Juventus: Andrea Cambiaso, nel tentativo di anticipare, ha deviato il pallone spiazzando il proprio portiere Di Gregorio, la cui uscita, va detto, è apparsa quanto meno incerta -9. L’autorete sembrava poter tagliare le gambe agli ospiti, ma la reazione del terzino italiano e di tutta la squadra di Luciano Spalletti è stata veemente. Nemmeno dieci minuti più tardi, al ventiseiesimo, è stato lo stesso Cambiaso a farsi trovare pronto sulla respinta di un cross, punendo la passività della retroguardia interista e riportando il risultato in parità -2. La partita viaggiava su ritmi altissimi, con capovolgimenti di fronte continui, fino all’episodio che, al minuto quarantadue, ne avrebbe cambiato la fisionomia. Pierre Kalulu, già ammonito, interveniva in ritardo su Bastoni e l’arbitro La Penna non esitava a estrarre il secondo giallo, lasciando la Juventus in dieci uomini per tutto il secondo tempo. Le immagini televisive, però, mostravano un contatto quantomeno dubbio, se non inesistente, con il difensore francese che sembrava non aver nemmeno sfiorato l’avversario -3. Il protocollo Var, in questi casi, non consente la revisione per un doppio giallo, e così la decisione del direttore di gara romano è divenuta irreversibile, scatenando le proteste della panchina bianconera.

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