Paola Turci si racconta a “Verissimo”: “Con Francesca Pascale è stato un amore tossico”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L’ospitata della cantautrice nel salotto di Silvia Toffanin, andata in onda sabato scorso, ha finalmente rotto un silenzio che durava ormai dalla separazione ufficializzatasi nell’estate del 2024. A distanza di quasi due anni dalla fine dell’unione civile celebrata a Montalcino – e dopo le pesanti dichiarazioni rilasciate dall’ex compagna al “Corriere della Sera” – Paola Turci ha scelto di usare parole nette e prive di ambiguità per definire il rapporto ormai concluso. “Ha ragione lei – ha ammesso la 61enne, riferendosi a quanto già raccontato dalla sua ex moglie – è stato un amore tossico”. Un aggettivo, quello usato dalla Turci, che riecheggia quello già impiegato da Francesca Pascale nella sua intervista dello scorso autunno, dove l’attivista descriveva la loro relazione come un “chiodo schiaccia chiodo” successivo alla lunga storia con Silvio Berlusconi. La cantante, che nel corso di tutta la conversazione non ha mai pronunciato il nome della donna, ha giustificato questa diagnosi severa con una mancanza di base: “Probabilmente – ha spiegato – non ci si comprendeva reciprocamente. E io, forse, non ho mai ammesso a me stessa la profonda differenza e diversità che esisteva tra di noi”.
Il rammarico per il “sì” e la scoperta della solitudine
Laddove molte coppie celebri tentano di salvare le apparenze parlando di “percorsi di vita divergenti”, Turci ha preferito l’autocritica più dura. La riflessione è inevitabilmente caduta sul matrimonio, voluto fortemente dalla più giovane Pascale nel 2022: un rito civile in Toscana che all’epoca aveva fatto parlare di sé per l’insolita alchimia tra una cantautrice di sinistra e l’ex compagna del Cavaliere. Oggi, con il senno di poi, la frase che più pesa sulle labbra dell’artista è una confessione di inutilità sentimentale. “Potevo anche evitare di sposarmi – ha tagliato corto – l’ho fatto per amore, ma poi non è andata. Va bene così”. Una presa d’atto quasi rassegnata, che lascia intendere come l’istinto abbia prevalso sulla razionalità; un eccesso di fiducia nel sentimento che, alla fine, si è scontrato con la realtà delle incompatibilità caratteriali. A chi le chiedeva cosa resti oggi di quei due anni di unione, la risposta è stata secca e definitiva: “Non rimane niente, solo un vissuto, un’esperienza”. Un dettaglio, quest’ultimo, che fa riflettere sulla riservatezza della donna: nemmeno i parenti più stretti sono stati messi al corrente delle crepe nel rapporto, tanto che – ha rivelato la Turci – “la mia famiglia ha saputo della fine della storia dai giornali”.
La doppia caduta: dal primo matrimonio al presente
Non si è parlato solo della relazione con Francesca Pascale, ovviamente. La Toffanin ha ripercorso brevemente anche il precedente matrimonio dell’artista con il giornalista Andrea Amato, durato dal 2010 al 2012. Un confronto, questo, che serve a delineare il profilo di una donna che ha sempre vissuto l’amore come un’urgenza quasi fisica, ma che oggi si ritrova a fare i conti con la solitudine. “Non c’è nessuno – ha dichiarato la cantautrice a proposito della sua situazione sentimentale attuale – credo ancora nell’amore, nonostante tutto”. Un “nonostante tutto” che racchiude la stanchezza per le batoste subite, ma anche la volontà di non chiudersi in un boicottaggio affettivo. L’intervista, sebbene incentrata sulla delusione d’amore, ha però deviato verso un abisso ben più profondo e lontano nel tempo, regalando al pubblico uno degli scatti di vulnerabilità più intensi mai visti nel salotto di Canale 5.
Le molestie subite a 13 anni e la rivalsa della musica
L’aspetto più toccante della chiacchierata, infatti, è emerso quando Paola Turci ha deciso di rivelare un trauma sepolto per decenni: la violenza subita quando aveva solo 13 anni. Un episodio che la segnò profondamente, alimentato dal senso di colpa tipico di molte vittime. “Pensi sempre che sia colpa tua se è successa una cosa del genere – ha spiegato – ma è un pensiero assolutamente sbagliato”. La cantante ha rivelato di averne parlato con la madre, seppur con grandissima difficoltà, dato che si trattava di una persona che frequentava l’ambiente familiare. A liberarla da quel peso, alla lunga, sono state la terapia e la musica. Proprio attraverso la scrittura di una canzone, infatti, ha trovato la forza di riscrivere il finale di quell’incubo, trasformando il dolore in rivalsa creativa. Una doppia rinascita, insomma: quella da un amore “tossico” finito solo pochi mesi fa e quella dalla solitudine di un’adolescente rimasta troppo tempo in silenzio.




