Paola Turci a Verissimo: «Potevo evitare di sposarmi, l’amore con Francesca Pascale? È stato tossico»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Seduta nel salotto di Silvia Toffanin, la cantautrice romana ha scelto il palcoscenico di «Verissimo» per porre fine a mesi di silenzio stampa, quelli che hanno fatto seguito alla separazione – ufficializzata nel luglio 2024 – da Francesca Pascale. Un’unione civile durata solo due anni, nonostante le promesse e le pubbliche dichiarazioni d’amore che avevano caratterizzato l’inizio della loro relazione nel 2020, e che adesso Paola Turci analizza con una lucidità che lascia poco spazio ai rimpianti romantici. «Io ci credevo, altrimenti non sarei arrivata al matrimonio», ha spiegato l’artista, sottolineando però un dubbio che aleggiava già prima dello scambio delle fedi a Montalcino: «Potevo anche evitare di sposarmi. L’ho fatto per amore, ma poi non è andata, va bene così».
A spezzare ulteriormente la narrazione di un amore perfetto – quella che i rotocalchi avevano tentato di costruire attorno alla coppia – è arrivata l’ammissione della stessa Turci riguardo alla natura del legame. Dopo che la Pascale, quarantenne ed ex compagna di Silvio Berlusconi, aveva definito il loro rapporto “tossico” in una precedente intervista al Corriere della Sera, la cantante ha deciso di non smentire affatto quella versione. «Ha ragione – ha replicato la Turci, che oggi ha 61 anni – è stato un amore tossico. Probabilmente non ci comprendevamo, e io stessa non ho ammesso a me stessa la profonda differenza che c’era tra di noi». Parole pesanti, queste, che trasformano quella che sembrava una semplice separazione consensuale in un vero e proprio crollo di illusioni reciproche, dove la mancanza di comprensione ha avvelenato il quotidiano.
La dinamica dei silenzi e l’ammissione di un errore di percorso
Se da un lato Francesca Pascale – come raccontato nei mesi scorsi – aveva parlato di «atto d’amore verso se stessa» per giustificare il suo allontanamento, dall’altro lato Paola Turci ha ribaltato la prospettiva, concentrandosi sulla propria responsabilità individuale. È interessante notare come la cantautrice, che aveva già alle spalle un matrimonio con il giornalista Andrea Amato (durato dal 2010 al 2012), non nasconda una certa autocritica: l’istinto, quel lasciarsi guidare dal cuore senza ascoltare i campanelli d’allarme, l’avrebbe portata verso un abisso che oggi descrive senza veli. «Quando provo qualcosa mi lascio guidare dall’istinto e non dal pregiudizio», ha dichiarato, aggiungendo però un dettaglio rivelatore sulla gestione privata della crisi: «La mia famiglia ha saputo della fine della storia dai giornali». Una confessione, quest’ultima, che dipinge il ritratto di una relazione segnata da un muro invalicabile di riservatezza, dove nemmeno i parenti più stretti erano ammessi a conoscere le crepe del rapporto.
L’intervista, andata in onda sabato 9 maggio 2026, ha rappresentato anche l’occasione per la Turci di parlare del suo presente lavorativo. L’uscita del nuovo singolo «Vita Mia», prevista per il 15 maggio, è stata l’occasione mediatica perfetta per tornare a far parlare di sé, ma l’attenzione è rimasta calamitata sui dettagli inediti della vita privata. Oggi, tra le due non esiste più alcun contatto, e la stessa Turci ha liquidato la questione con un secco «meglio così», chiudendo di fatto la porta a qualsiasi ipotesi di riappacificazione pubblica. Dal canto suo, la Pascale aveva già avuto modo di definire l’intera vicenda un «fallimento», pur rivendicando la scelta di andarsene per prima; scelta che la Turci non ha mai commentato direttamente, limitandosi a osservare che il matrimonio è stato un atto voluto dall’altra parte («Era una sua volontà sposarci»), quasi a voler ribadire la sua posizione passiva di fronte a un destino che, forse, si poteva evitare.
Un racconto unilaterale che chiude il cerchio dopo diciotto mesi di divorzio
A diciotto mesi dalla firma della separazione – quella che, secondo le indiscrezioni del luglio 2024, venne omologata dal tribunale di Firenze con un accordo sulla proprietà di una villa a Fiesole – il racconto di Paola Turci suona come l’ultimo atto di una contesa ormai conclusa. La cantante ha voluto ribadire che del matrimonio «non rimane nulla, solo un vissuto, un’esperienza». Non ci sono rancori espliciti nella sua voce, semmai la stanchezza per una storia che ha occupato le cronache rosa per anni e che, a giudicare dalle dichiarazioni incrociate, ha lasciato strascichi polemici anche dopo la fine. L’accusa di “ipocrisia” lanciata mesi fa da Francesca Pascale – quella di stare con una persona che disprezzava l’ex premier Berlusconi pur abitando in case pagate con quel denaro – non ha trovato una replica specifica da parte della Turci, che ha preferito mantenere il discorso su un piano più intimista ed esistenziale.
In definitiva, quella che poteva essere una semplice intervista promozionale si è trasformata in un’analisi impietosa dei propri errori sentimentali. La cantautrice ha ammesso senza troppi giri di parole di aver ignorato le differenze inconciliabili, forse accecata dall’entusiasmo o dalla voglia di normalizzare una relazione che, sotto i riflettori, viveva di equilibri fragili. «L’ho fatto per amore», ripete come un mantra, ma la concretezza della frase che segue – «ma poi non è andata» – restituisce l’immagine di una donna che ha smesso di lottare per un’idea romantica, abbracciando la realtà dei fatti. E se la musica è pronta a ripartire con «Vita Mia», la vita privata della Turci sembra essersi definitivamente allontanata dai fasti di Montalcino, lasciando sul campo la consapevolezza che certe promesse, per quanto solenni, non bastano a tenere insieme ciò che è troppo diverso.




