Paola Turci e il “grande amore” finito: «Con lei un rapporto tossico, ma potevo evitare di sposarmi»

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La ex coppia formata da Paola Turci e Francesca Pascale, nonostante la brevità della loro unione civile – celebrata a Montalcino nell’estate del 2022 e conclusasi ufficialmente due anni più tardi, nel 2024 – continua a offrire spunti di riflessione, per certi versi crudi, sul significato stesso del matrimonio e sulla complessità della convivenza emotiva. Ospite della trasmissione “Verissimo”, la cantautura romana, che ora ha sessantun’anni, ha rotto un silenzio durato mesi, se non anni, offrendo una versione tanto franca quanto dolorosa di quella relazione, senza però mai pronunciare il nome della sua ex compagna – un’attivista di quarant’anni – limitandosi a chiamarla «lei» per tutta l’intervista.

«Non ci si comprendeva reciprocamente», l’ammissione sull’amore tossico

A parlare per prima dell’ex moglie di Silvio Berlusconi è stata la conduttrice Silvia Toffanin, che ha chiesto conto a Paola Turci dei due suoi matrimoni: il primo, durato dal 2010 al 2012, con il giornalista Andrea Amato, e il secondo, appunto, con Francesca Pascale. «Potevo anche evitare di sposarmi – ha dichiarato la cantante –. L’ho fatto per amore, ma poi non è andata, va bene così». Una frase, questa, che sembra condensare un rimpianto silenzioso, quasi un auto-rimprovero per non aver ascoltato segnali che, forse, erano già presenti. «Non ci si comprendeva reciprocamente – ha aggiunto –. Probabilmente non ho ammesso a me stessa la profonda differenza e diversità tra di noi». La Turci non ha usato giri di parole nel definire quella relazione: «un amore tossico», ha detto senza esitazione, specificando che la mancata comprensione era reciproca e, proprio per questo, devastante.

L’intervista al “Corriere” e il silenzio sul nome: «Non rimane nulla»

Non è la prima volta, in realtà, che l’ex coppia utilizza termini così duri per descriversi. Già nel dicembre scorso, proprio Francesca Pascale aveva rilasciato una lunga intervista al “Corriere della Sera”, in cui liquidava le nozze di Montalcino – definite da molti, al tempo, come un evento mediatico dal forte valore simbolico – come «una relazione tossica». Oggi, a distanza di qualche mese, Paola Turci non solo non smentisce quella lettura, ma la rafforza, aggiungendo un dettaglio non secondario: dalla fine del matrimonio, dice, «non rimane nulla». Un’affermazione che suona come una chiusura totale, priva di quella indulgenza che spesso accompagna i racconti di separazioni anche difficili.

Il desiderio di maternità e la riservatezza infranta

Nel corso della stessa intervista, la cantautrice – storicamente molto riservata sulla propria vita privata – ha però aperto uno spiraglio diverso, parlando del desiderio di diventare mamma. Un tema, questo, che non aveva mai affrontato con così tanta chiarezza in passato e che, forse, restituisce un’immagine più complessa della donna, al di là della delusione sentimentale. La Turci non ha fornito dettagli specifici su tempistiche o modalità, né ha collegato esplicitamente questo progetto alla fine del rapporto con Pascale; si è limitata a dichiarare che la maternità rappresenta per lei un orizzonte ancora aperto, nonostante l’età e nonostante le scorie lasciate da un’unione che definisce ormai definitivamente archiviata. L’intervista, condensata in cento secondi per un video virale, ha mostrato una Paola Turci asciutta, a tratti quasi distaccata, ma senza quella rabbia che talvolta accompagna le separazioni pubbliche. L’assenza del nome dell’ex – sostituito da un secco «lei» – è sembrata più una forma di presa di distanza emotiva che un vero e proprio attacco. La storia, insomma, è finita. E la cantante, a modo suo, ne ha già tratto le conseguenze pratiche, a partire dall’ammissione che quel “sì” a Montalcino, forse, non avrebbe mai dovuto esserci.

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