Dosso guida l’Italia giovane nelle World Relays di Gaborone
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Redazione Sport
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Gaborone, capitale del Botswana, si prepara ad ospitare l’ottava edizione delle World Relays, l’evento mondiale che mette in palio i primi titoli internazionali della stagione all’aperto 2026 ma, aspetto ancora più rilevante, dodici passaporti su sedici disponibili per i campionati del mondo di Pechino 2027. In questo scenario, a tenere banco non è solo il caldo australe – con temperature che sfiorano i 30 gradi nonostante il periodo autunnale dell’emisfero opposto al nostro – ma anche la verve di Zaynab Dosso, la 26enne velocista di origini ivoriane che sulla carta rappresenta la punta di diamante di una spedizione azzurra sperimentale. La campionessa mondiale indoor in carica, reduce dal trionfo nei 60 metri di Torun dove ha infranto la barriera dei 7 secondi abbassando il suo record nazionale a 6”99, ha utilizzato la conferenza stampa della vigilia per lanciare segnali precisi, tanto al resto del mondo quanto al proprio movimento, dichiarando senza mezzi termini che la sua prossima frontiera – nei 100 metri – è abbattere, e non di poco, il muro degli 11 secondi.
«Il calcio monopolizzava tutto, ora l'atletica si riprende la scena»
A Gaborone, dove siede accanto a pezzi da novanta del calibro dell’eroe di casa Letsile Tebogo, della leggenda giamaicana Elaine Thompson-Herah e del sudafricano Akani Simbine, Dosso ha scelto di parlare in italiano per veicolare un messaggio che è tanto personale quanto politico per lo sport italiano. Ha rivendicato con orgoglio come i risultati dell’atletica stiano finalmente scalfendo quel monopolio mediatico che per anni ha relegato tutto il resto in secondo piano: calcio, calcio, sempre calcio, ha scandito lei, quasi a voler rompere un tabù. Originaria della Costa d’Avorio, si sente comunque a casa in Botswana, una terra che definisce “molto vicina alla casa dei miei genitori”, e in questa cornice ha ritrovato quella serenità mentale che l’ha trasformata da talento irrequieto a macchina da guerra. Ha ammesso, con una franchezza rara nel panorama sportivo attuale, che in passato si caricava di troppa pressione, sprecando il novanta per cento delle energie prima ancora dello sparo; ora, invece, dice di aver imparato a collegare finalmente testa e, una sintesi che le permetterà secondo le sue stesse parole di abbattere il muro degli undici secondi con un margine significativo.
La 4x100 e lo spirito di Tokyo: una staffetta da qualificare a tutti i costi
Oltre alle ambizioni individuali, che ovariamente troveranno spazio nelle tappe di Diamond League e nei campionati europei di Birmingham, la priorità immediata per Dosso è un’altra: prendere per mano la staffetta 4x100 femminile e condurla dritta verso Pechino 2027. La dinamica delle World Relays, va ricordato, è spietata: sabato ogni batteria servirà a stabilire le prime qualificate, mentre per chi fallisce il primo colpo ci sarà una seconda chance domenica. La squadra azzurra schiera in totale cinque staffette (assente la 4x400 maschile), ma l’assenza di alcuni pezzi storici della velocità italiana come Marcell Jacobs e Filippo Tortu – esclusi da questa convocazione – rende il compito più complesso, sebbene venga presentato come un’opportunità per il ricambio generazionale. Ad aprire le danze sarà la staffetta mista 4x100 (con l’ordine uomo, donna, uomo, donna), inserita in una batteria che vede opposte Canada e Olanda; e i quartetti ufficiali, come da prassi in queste competizioni, verranno comunicati soltanto poche ore prima del via. Dosso, nel tentativo di caricare le sue compagne, ha evocato l’oro di Tokyo 2021 (quello della 4x100 maschile firmato da Patta, Jacobs, Desalu e Tortu) come modello di sinergia perfetta, quasi come se i cinque anelli fossero un’unica persona che si muove all’unisono.
Gaborone, l’altitudine e la sfida delle batterie
Sabato il via è previsto dalle 14 locali con la mista, mentre la 4x100 femminile scenderà in pista nel pomeriggio. Le condizioni ambientali giocheranno un ruolo non trascurabile: il National Stadium sorge a circa mille metri di altitudine, un fattore che storicamente favorisce le prestazioni nei 100 e 200 metri per la minore resistenza dell’aria, ma che richiede un adattamento fisico non indifferente per chi arriva dal livello del mare. Per l’Italia, che non ha mai brillato particolarmente in questo specifico appuntamento mondiale dedicato alle frazioni, l’obiettivo realistico è strappare almeno due pass per la Cina. Nella 4x100 maschile, tra l’altro, il sorteggio ha voluto che gli azzurri incontrassero subito gli Stati Uniti, avversario complicato ma non imbattibile viste le molte seconde linee schierate da entrambe le parti. La nota di colore, che impreziosisce l’evento, è la presenza tra i convocati azzurri di giovani promettenti come Diego Nappi ed Elisa Valensin, lanciati dal direttore tecnico per testare il futuro nell’immediato presente.




