Hamas-Israele verso la tregua grazie a Trump, mentre il tycoon deve guardarsi le spalle da Musk

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Donald Trump ha annunciato, attraverso un post sul suo social Truth, che Israele ha accettato le condizioni per una tregua di 60 giorni nella Striscia di Gaza, dove il conflitto ha provocato oltre 50mila vittime tra i civili. «I miei rappresentanti hanno avuto un incontro lungo e produttivo con gli israeliani», ha scritto il presidente degli Stati Uniti, aggiungendo che Tel Aviv ha dato il via libera alle clausole necessarie per finalizzare il cessate il fuoco. «Ora», ha proseguito, «lavoreremo con tutte le parti per porre fine alla guerra».

La notizia arriva a pochi giorni dalla visita a Washington del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che incontrerà Trump per la terza volta da quando il tycoon è tornato alla Casa Bianca. Se da un lato la cosiddetta guerra dei 12 giorni sembra aver trovato una pausa, con la tregua tra Teheran e Tel Aviv ancora rispettata, dall’altro rimane incerto il passo successivo di Hamas, cui Trump ha esplicitamente chiesto di aderire all’accordo.

Intanto, il presidente americano deve fare i conti con un possibile rivale in casa. Elon Musk, il Ceo di Tesla che nei mesi scorsi aveva già ventilato l’ipotesi di fondare un nuovo partito, si è complimentato pubblicamente con Trump per il risultato ottenuto in Medio Oriente, ma non ha rinunciato a riaccendere i rumors sulla sua discesa in politica. Un movimento alternativo, guidato dall’imprenditore più ricco del mondo, potrebbe complicare lo scenario elettorale statunitense, sebbene al momento non ci siano dichiarazioni ufficiali in merito.

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