Zappacosta trascina l’Atalanta, Palladino si avvicina alla Juve: la classifica si infittisce
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Redazione Sport
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La rete di Davide Zappacosta, arrivata al trentasettesimo minuto del primo tempo, ha permesso all’Atalanta di superare il Verona per 1-0 in un match che, al di là del punteggio stretto, porta con sé un peso specifico notevole per gli equilibri della zona nobile della classifica. La squadra affidata a Raffaele Palladino, tornata alla vittoria dopo un mese di astinenza dai tre punti in campionato, ha così interrotto un periodo di appannamento che rischiava di compromettere il percorso europeo; una continuità, questa, che i nerazzurri avevano già accennato sette giorni prima strappando un pareggio sul campo dell’Inter. Con il successo odierno, l’Atalanta sale a quota cinquanta punti, un bottino che la riporta prepotentemente nel vivo della corsa per la qualificazione alle coppe, stringendo il cerchio attorno a chi la precede.
La classifica si compatta, il Como allunga
A beneficiare indirettamente della vittoria della Dea è soprattutto il Como, che con i suoi cinquantasette punti consolida il quarto posto dopo la vittoria netta contro il Pisa. Più indietro, la Juventus resta ferma a cinquantaquattro, mentre la Roma, attualmente a cinquantauno, dovrà ancora scendere in campo contro il Lecce; un’eventuale vittoria dei giallorossi riporterebbe il distacco tra loro e l’Atalanta a quattro lunghezze, ma la classifica, al momento, racconta di un gruppo compatto in cui ogni risultato modifica sensibilamente le gerarchie. Palladino, nel frattempo, ha potuto contare su un undici di fatto privo di alternative tattiche significative: l’assenza di Scamacca, fermato da una lesione muscolo-fasciale all’adduttore destro, ha imposto una gestione precisa delle risorse offensive, con Krstovic scelto come riferimento centrale supportato da De Ketelaere e Zalewski.
Zappacosta decisivo, Verona al lumicino
L’episodio che ha deciso il match porta la firma di Zappacosta, il quale ha saputo inserirsi nel momento giusto per finalizzare un’azione che la retroguardia scaligera non è riuscita a disinnescare. L’Atalanta, nei minuti precedenti, aveva già provato a sbloccare il risultato con Krstovic: al quattordicesimo minuto l’attaccante, schierato come punta centrale, ha impattato di testa trovando però l’attenta risposta del portiere avversario Montipò. Per il Verona, invece, la sconfitta rappresenta l’ennesimo colpo in una stagione che si sta rivelando estremamente complicata: i gialloblù restano infatti ancorati al fondo della graduatoria con soli diciotto punti, condividendo l’ultimo posto con il Pisa. La speranza di salvezza per i veneti, al momento, appare affievolita da un trend che non accenna a invertirsi nonostante i cambi apportati in panchina nel corso della partita.
La cronaca e gli sviluppi sul campo
Sul piano squisitamente tecnico, la gara ha mostrato due anime differenti: l’Atalanta è apparsa determinata a sfruttare la spinta del pubblico e l’occasione per riagganciare il treno delle posizioni che contano, mentre il Verona ha cercato di arginare la manovra avversaria senza mai riuscire a imporre la propria fisicità nelle aree decisive. La direzione arbitrale non ha inciso sugli episodi chiave, con il gol di Zappacosta regolarmente convalidato e nessun momento di particolare tensione da segnalare nello sviluppo dei novanta minuti. Per Palladino, la gestione della rosa ha dovuto fare i conti con l’assenza forzata del suo attaccante di peso, una circostanza che tuttavia non ha impedito alla squadra di mostrare compattezza nel momento in cui serviva proteggere il vantaggio acquisito. L’organizzazione difensiva, con Carnesecchi protagonista in alcune uscite decisive, ha retto bene l’urto finale dei veneti, permettendo così di blindare tre punti fondamentali in ottica europea.




