Riforma delle dipendenze in carcere: arriva il via libera definitivo
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Redazione Interno
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La riforma delle dipendenze in carcere è diventata legge dopo il via libera definitivo della Camera dei deputati, che ha approvato il provvedimento dedicato ai detenuti con problemi di tossicodipendenza o alcoldipendenza. La norma modifica le modalità di esecuzione della pena per alcune categorie di persone condannate, introducendo la possibilità, nei casi previsti dalla legge e dopo la valutazione dell’autorità giudiziaria, di scontare la pena in regime di detenzione domiciliare all’interno di comunità terapeutiche accreditate. Il nuovo sistema prevede un percorso collegato alla cura e alla riabilitazione, con l’obiettivo di affiancare all’esecuzione della condanna un intervento specifico sulle dipendenze.
La nuova detenzione alternativa per i detenuti con dipendenze
Il provvedimento approvato dalla Camera in via definitiva riguarda i detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti che accettano un programma di recupero e che hanno condanne non superiori a 8 anni. La legge consente quindi l’accesso alla detenzione domiciliare per queste categorie, prevedendo una modalità differenziata di esecuzione della pena legata alle esigenze di cura. Il testo aveva già ricevuto il via libera del Senato e con il voto finale della Camera è entrato in vigore il 29 luglio. La votazione ha registrato 153 voti favorevoli, 42 contrari e 82 astensioni.
Il voto favorevole è arrivato dal centrodestra, mentre Pd e Avs si sono astenuti e M5s insieme a Futuro nazionale di Vannacci ha votato contro. La riforma delle dipendenze in carcere introduce così un cambiamento nella gestione della pena per le persone detenute che presentano problemi legati all’uso di sostanze o all’alcol. La possibilità di seguire un percorso in strutture terapeutiche accreditate viene collegata alla valutazione dei singoli casi e alle condizioni stabilite dalla normativa, mantenendo il ruolo dell’autorità giudiziaria nelle decisioni.
Le parole del ministro Nordio sul provvedimento
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha definito il provvedimento un intervento epocale sulla situazione carceraria durante il question time alla Camera. Nel suo intervento ha spiegato che la misura consente la detenzione alternativa per almeno diecimila persone tossicodipendenti che hanno commesso reati. Secondo quanto dichiarato dal ministro, la norma punta a coniugare certezza della pena e recupero del detenuto, rappresentando un elemento di continuità nella gestione del ministero della Giustizia sul tema delle carceri.
Nel corso del question time Nordio ha anche fatto riferimento alla continuità della gestione del ministero dopo le dimissioni di Delmastro per motivi personali e la sostituzione con Balboni. Il ministro ha collegato l’approvazione della nuova disciplina alla linea di intervento sulle carceri, evidenziando il ruolo della detenzione alternativa per le persone con problemi di dipendenza che possono accedere ai percorsi previsti dalla legge.
Il ruolo delle comunità terapeutiche accreditate
La riforma delle dipendenze in carcere prevede un coinvolgimento delle comunità terapeutiche accreditate, chiamate ad accogliere i detenuti ammessi al percorso alternativo e a seguire il programma di cura e riabilitazione. La misura punta a collegare l’esecuzione della pena con interventi specifici per le dipendenze, attraverso strutture che operano nel settore del recupero. Il nuovo modello riguarda quindi una parte definita della popolazione detenuta e si applica secondo i requisiti indicati dal provvedimento.
L’Intercear, sigla del Coordinamento nazionale dei coordinamenti regionali degli enti accreditati per le dipendenze, ha espresso apprezzamento per la nuova norma. L’organizzazione opera per l’omogeneità dei Lea a livello nazionale e ha accolto positivamente il provvedimento che introduce un diverso approccio per i detenuti tossicodipendenti e alcoldipendenti. La legge apre così alla possibilità di percorsi alternativi collegati alla cura, mantenendo il quadro delle condizioni previste per l’accesso alla misura.
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