Assisi celebra San Francesco: nuove linee bus per i luoghi del santo e l'appello del Custode per la pace
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Redazione Interno
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In una Assisi vibrante di significati civili e religiosi, le celebrazioni per San Francesco, patrono d'Italia, hanno visto la presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del ministro della Cultura Alessandro Giuli. La giornata ha unito spiritualità, mobilità sostenibile e un imminente cambiamento del calendario civile, con l'istituzione della festività nazionale dal 2026.
Nuove linee di bus per i luoghi francescani
Per favorire l’accesso ai luoghi simbolo del francescanesimo in questo periodo giubilare, Busitalia – società del gruppo Trenitalia – ha lanciato tre nuove linee sperimentali, attive fino al 6 gennaio. L’iniziativa punta a integrare la valorizzazione del territorio con i trasporti, rendendo più agevole raggiungere in modo diretto alcuni santuari, spesso poco accessibili con mezzi privati.
Gli itinerari sulle orme del santo
Le tre direttrici, studiate per collegare siti di profonda suggestione seguendo il filo della biografia di Francesco, superano i confini regionali.
Linea 1: Parte da Perugia, transita per Assisi, Foligno, Spoleto e Terni, con capolinea a Greccio (Rieti), dove Francesco realizzò il primo presepe vivente.
Linea 2: Da Assisi risale verso Perugia e Città di Castello, per concludere al santuario della Verna (Toscana), luogo in cui il Poverello ricevette le stimmate.
Linea 3: Muove da Orvieto, fa tappa al convento dello Speco a Narni e raggiunge anch'essa il santuario di Greccio, creando un circuito organico.
L'appello del Custode: "La pace nasce dal disarmo del cuore"
Nel corso della solenne celebrazione in basilica, il custode del Sacro Convento, fra Marco Moroni, ha lanciato un appello di forte attualità. "La pace non si costruisce quando si continuano a fabbricare e commerciare armi", ha affermato, sottolineando che Francesco "ricorda che nasce dal disarmare il cuore e dal deporre le armi, scegliendo vie di dialogo e riconciliazione". Un monito pronunciato davanti alle massime autorità dello Stato.
La lampada votiva e la nuova festività nazionale
Contestualmente, si è svolto il gesto simbolico dell’accensione della lampada votiva dei Comuni italiani sulla tomba del santo, affidato quest'anno alla regione Abruzzo e al sindaco de L’Aquila Pierluigi Biondi. Intanto, procede l’iter parlamentare che, a partire dal 2026, trasformerà il 4 ottobre in una festività nazionale a tutti gli effetti, dopo l'approvazione definitiva della proposta di legge.




