Borse Ue caute in avvio, record Wall Street non trascina l'Europa. Focus su chip e petrolio

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Si preannuncia un avvio in lieve rialzo per le Borse europee alla vigilia di Ferragosto, in scia all'andamento contrastato delle piazze asiatiche, ma senza quell'entusiasmo che pure aveva spinto l'S&P 500 a un nuovo record a Wall Street nella seduta precedente. Nonostante i dati sull'inflazione in rallentamento provenienti dagli Stati Uniti abbiano fornito un terreno fertile per i rialzi oltreoceano, il Vecchio Continente sembra procedere per conto proprio, con i future sul Ftse Mib di Milano sostanzialmente piatti e un lieve progresso, pari allo 0,25%, per quelli sull'EuroStoxx 50.

A diverse velocità viaggiano i contratti sui singoli listini: il Cac di Parigi segna un +0,06%, il Dax di Francoforte si distingue con un +0,46%, l'Aex di Amsterdam guadagna lo 0,22% mentre l'Ibex di Madrid arretra di un frazionale -0,07%, a testimonianza di un mercato che cerca una direzione chiara in un contesto ancora dominato dalle incertezze legate alle politiche monetarie e al comparto tecnologico.

La spinta dei chip e il record dell'S&P 500

L'ultima seduta della settimana di Ferragosto si apre dunque con cautela per gli indici europei, nonostante l'esempio virtuoso arrivato da Wall Street e il buon andamento delle Borse asiatiche; qui, in particolare, le azioni coreane e giapponesi sono in deciso rialzo e si avviano a chiudere una settimana decisamente positiva.

Un sostegno significativo a questa tendenza è giunto dalle prospettive ottimistiche di Sandisk, le cui dichiarazioni hanno contribuito a spingere al rialzo i produttori di chip di memoria in tutto il continente asiatico, confermando come il settore dei semiconduttori resti un motore fondamentale per gli umori degli investitori.

Nel frattempo, l'indice STOXX Europe 600 ha toccato un nuovo record storico, sostenuto da utili societari robusti e da un interesse crescente degli investitori verso una diversificazione che vada oltre la volatilità dei titoli legati all'intelligenza artificiale e ai colossi tecnologici statunitensi a grande capitalizzazione. Questo benchmark azionario europeo ha guadagnato oltre l'11% da inizio anno, salendo per sette sedute consecutive: un filotto che supera la striscia positiva di sei sedute registrata lo scorso maggio, segnale di una resilienza che continua a sorprendere gli analisti.

Il petrolio e il differenziale Btp-Bund

Sul fronte delle materie prime, il petrolio continua a muoversi senza strappi, con il Brent che si mantiene sotto la soglia degli 88 dollari al barile, in un equilibrio che riflette le tensioni geopolitiche e le aspettative sulla domanda globale, senza però fornire spunti speculativi di rilievo. In questo scenario di lieve rialzo generalizzato ma senza slanci, le Borse europee restano in equilibrio con Wall Street, dove l'intonazione positiva è comunque presente ma non riesce a innescare quella reazione a catena che spesso si è vista in passato.

A Piazza Affari l'indice principale si muove in lieve rialzo, così come a Madrid, entrambi attestati su un +0,1%, mentre Francoforte fa decisamente meglio, segnando un +0,6% che la pone in testa ai listini del Vecchio Continente. Lo spread tra Btp e Bund si attesta a 76,5 punti base, un valore che continua a segnalare una percezione del rischio Italia sostanzialmente invariata, mentre il gas naturale registra un rialzo, fenomeno che potrebbe avere ripercussioni sui costi energetici e, di riflesso, sull'andamento dell'inflazione nei prossimi mesi.

Il settore del lusso e la cautela degli investitori

Il comparto del lusso, tradizionalmente uno dei punti di forza di Piazza Affari e delle Borse europee, si mostra invece piuttosto debole, in controtendenza rispetto al resto del mercato e a testimonianza di una selezione settoriale sempre più attenta da parte degli operatori.

La cautela rimane dunque la parola d'ordine, con gli investitori che valutano attentamente i prossimi mosse delle banche centrali, in particolare della Federal Reserve, alla luce degli ultimi dati macroeconomici che dipingono un quadro di rallentamento dell'inflazione ma non ancora di una chiara traiettoria di taglio dei tassi.

Il tema tecnologico e quello dei tassi di interesse restano quindi in primo piano, condizionando le scelte di portafoglio e alimentando una volatilità che, seppur contenuta, tiene gli operatori con il fiato sospeso in attesa di segnali più chiari; in questo quadro, l'Europa sembra voler camminare con le proprie gambe, cercando di capitalizzare sugli utili aziendali solidi e sulla propria attrattiva in termini di valutazioni, senza farsi trascinare ciecamente dagli umori altalenanti dei mercati statunitensi.

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