Blackout in Spagna e Portogallo, l'elettricità ripristinata al 99% dopo il caos
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Redazione Esteri
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Un’interruzione di corrente massiccia ha paralizzato ieri la penisola iberica, lasciando al buio milioni di persone tra Spagna e Portogallo e provocando disservizi diffusi nei trasporti, nelle comunicazioni e nelle infrastrutture essenziali. L’apagón, iniziato intorno alle 12:30, ha coinvolto anche alcune aree della Francia, scatenando caos nelle metropolitane, negli aeroporti e sulle strade, dove i semafori spenti hanno moltiplicato gli ingorghi. Migliaia di passeggeri sono rimasti bloccati su treni fermati a metà percorso o dentro ascensori improvvisamente inutilizzabili, mentre le autorità lavoravano per ripristinare la rete.
Secondo i dati diffusi stamattina da Red Eléctrica de España (REE), il gestore della rete iberica, la situazione è tornata quasi alla normalità: alle 6:00 la copertura energetica aveva raggiunto il 99,16%, con una produzione di 21.265 megawatt. Un recupero rapido, reso possibile anche dall’impiego temporaneo di generatori a benzina e gas, che hanno sopperito alle carenze del sistema rinnovabile. La dipendenza da fonti green, infatti, non è bastata a evitare il collasso, riaccendendo il dibattito sulla stabilità delle reti alimentate da eolico e solare.
L’incidente, le cui cause sono ancora sotto indagine, ha esposto le fragilità di un sistema energetico sempre più interconnesso ma vulnerabile a guasti a catena. Sebbene i tecnici abbiano scongiurato un’estensione del blackout oltre i confini iberici, l’episodio ha ricordato quanto sia delicato l’equilibrio tra transizione ecologica e sicurezza degli approvvigionamenti. Senza contare i danni economici, ancora da quantificare, per un’interruzione che ha fermato attività commerciali, servizi pubblici e interi comparti industriali per ore.




