Monte dei Paschi di Siena, il consiglio trova un'intesa per la lista del cda. Lovaglio parteciperà al voto

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena ha archiviato, con un voto unanime, le divergenze interne approvando il regolamento che guiderà la presentazione della lista dei candidati per il rinnovo dei vertici, previsto in assemblea il prossimo 15 aprile. Una decisione, quella di ieri, che arriva dopo un aggiornamento rimandato la settimana scorsa e che segna un passo in avanti significativo rispetto alla prima bozza circolata, la quale prospettava un’esclusione netta dell’attuale amministratore delegato, Luigi Lovaglio. Il testo definitivo, come si legge in una nota dell’istituto senese, si ispira alla migliore prassi di mercato osservabile tra gli intermediari italiani di dimensioni rilevanti, e garantisce formalità procedurali e trasparenza, anche riguardo a situazioni particolari.

L’accordo, frutto di un compromesso che ha richiesto tempo e mediazioni, permette a tutti gli amministratori in carica di prendere parte alle deliberazioni del consiglio, incluso Lovaglio, che dunque avrà diritto di voto nella formazione della lista da sottoporre agli azionisti il 4 febbraio. La sua partecipazione, tuttavia, non sarà totale e verrà circoscritta da precisi paletti, volti a gestire l’ombra dell’inchiesta giudiziaria che lo coinvolge. L’ad, infatti, è indagato, personalmente e in concorso con i soci, per il presunto concerto messo in atto durante la scalata a Mediobanca: un procedimento che, pur non avendo ancora prodotto alcuna condanna, rappresenta un elemento di complessità per la governance della banca. Per questo motivo, Lovaglio dovrà astenersi dai colloqui diretti con gli investitori istituzionali, incontri che saranno invece condotti dal presidente del cda, Nicola Maione, il quale avrà il compito di interfacciarsi con il mercato in vista dell’assemblea.

Il regolamento approvato, definito "coerente con la migliore prassi di mercato", mira a formalizzare le regole di governance assicurando, come sottolinea la banca, "massima trasparenza rispetto – come in questo caso – alle situazioni eventualmente rilevanti". Una clausola, questa, che sembra scritta appositamente per la posizione dell’ad, cercando di bilanciare il diritto alla presunzione d’innocenza con la necessità di offrire garanzie operative agli azionisti e al mercato. L’esito dell’intesa ha trovato un riscontro immediato nelle contrattazioni di Piazza Affari, dove il titolo Mps ha guadagnato oltre un punto percentuale, segnale di un apprezzamento degli investitori per la risoluzione, almeno temporanea, di una fase di incertezza che rischiava di protrarsi.

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