Monte dei Paschi, il cda di Generali esamina l'offerta da 34 miliardi. Intesa presenta esposto alla Consob

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il risiko bancario entra nella sua fase più calda con un doppio appuntamento che potrebbe ridisegnare gli equilibri del settore finanziario italiano. Mentre il consiglio di amministrazione di Generali si riunisce nel primo pomeriggio per un primo esame della proposta di acquisto avanzata da Monte dei Paschi di Siena, l'istituto guidato da Carlo Messina ha deciso di alzare il tiro presentando un esposto alla Consob.

Un'escalation che trasforma la partita, già complessa, in un vero e proprio braccio di ferro ad alta tensione, dove ogni mossa viene vagliata con il massimo scrupolo dalle authority di vigilanza.

Il "piano folle" di Lovaglio e l'offerta da 34 miliardi

L'operazione messa in campo dall'amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio, ha assunto contorni che il Financial Times non ha esitato a definire "folli", sebbene il diretto interessato preferisca inquadrarla come un progetto industriale con una forte visione di crescita. Si tratta di una doppia offerta pubblica di scambio (Ops) del valore complessivo di 34 miliardi di euro, lanciata rispettivamente su Banco Bpm e su Banca Generali.

Una mossa offensiva che mira a creare un polo alternativo capace di contrastare la scalata di Intesa Sanpaolo, la quale, a sua volta, aveva già avviato un'offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) sul Monte dei Paschi. Il board di Banca Generali, riunitosi lo scorso 21 agosto, aveva già scelto la linea della cautela, rinviando qualsiasi decisione a un'analisi più dettagliata dei termini e delle caratteristiche dell'offerta; un approccio, questo, che con ogni probabilità verrà replicato anche dal consiglio di amministrazione del Leone, presieduto da Philippe Donnet.

L'orientamento di Generali è tuttavia destinato a fare da spartiacque, considerando che la compagnia assicurativa detiene il 50,2 per cento di Banca Generali: un peso specifico tale da fare pendere l'ago della bilancia in una direzione piuttosto che nell'altra.

L'esposto di Intesa Sanpaolo alla Consob

In questo clima di incertezza, è arrivata la mossa decisa di Intesa Sanpaolo, che ha depositato un esposto formale all'Autorità di vigilanza, riunitasi ieri per la prima volta sotto la presidenza del nuovo numero uno Guido Stazi. L'istituto guidato da Carlo Messina contesta la legittimità della doppia offerta di scambio proposta dal Monte dei Paschi ai soci del Banco Bpm e di Banca Generali, definita dagli stessi proponenti come "amichevole".

Nell'esposto, Intesa segnala alla Consob alcune possibili criticità legate alle procedure e al rispetto della normativa vigente, chiedendo particolare attenzione sul fronte della cosiddetta passivity rule, la regola che impone limiti alle azioni difensive da parte delle società target durante un'offerta pubblica.

Pur non entrando nel merito del valore industriale dell'iniziativa, la banca di Messina solleva dubbi sostanziali sulla tempistica e sulle modalità con cui le offerte di Mps sono state strutturate e comunicate, suggerendo che potrebbero integrare una violazione delle regole che disciplinano le operazioni straordinarie.

La riunione del cda di Generali e lo snodo cruciale

Il consiglio di amministrazione di Generali, convocato per questo pomeriggio, si trova quindi a dover gestire una pressione senza precedenti. Da un lato, c'è la proposta allettante ma complessa di Lovaglio, che ambisce a coinvolgere il Leone in una strategia di polo alternativo; dall'altro, c'è l'ombra del contenzioso regolamentare sollevato da Intesa, che potrebbe minare la tenuta stessa dell'operazione. La risposta di Generali, benché probabilmente interlocutoria e rimandata a sedute successive, costituisce il primo vero banco di prova per valutare la fattibilità del disegno di Mps.

Il fatto che il cda di Banca Generali abbia già optato per un rinvio lascia presagire che anche il board di Palazzo delle Assicurazioni seguirà la stessa linea, cercando di acquistare tempo per valutare le implicazioni finanziarie e giuridiche di un'offerta di tale portata.

Il futuro di Mps e le prossime mosse

L'intera vicenda si inserisce in un contesto di profonda trasformazione del panorama bancario italiano, dove le aggregazioni sono viste come strumento necessario per aumentare la competitività e la solidità patrimoniale. La strategia di Monte dei Paschi, che solo pochi anni fa versava in condizioni critiche e che è stata oggetto di un complesso processo di risanamento, rappresenta un azzardo calcolato per ritagliarsi un ruolo da protagonista.

Tuttavia, la strada è irta di ostacoli, a partire dal vaglio della Consob, che dovrà pronunciarsi sulla regolarità delle procedure, fino alla reazione del mercato e, soprattutto, degli azionisti di Banco Bpm e Banca Generali. L'esito della riunione di oggi a Trieste fornirà indicazioni preziose, ma la partita è ancora apertissima e destinata a giocarsi su più tavoli, compreso quello giudiziario, qualora le contestazioni sollevate da Intesa trovassero riscontro.

La cautela mostrata finora dai board coinvolti suggerisce che i tempi saranno lunghi e che ogni decisione verrà presa solo dopo un'attenta ponderazione delle carte in tavola.

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