Borsa, rebus UniCredit: il cda straordinario riaccende il risiko su Banca Generali
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Redazione Economia
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Le eventuali mosse di Andrea Orcel, in attesa dell'esito del consiglio di amministrazione straordinario in programma questo pomeriggio, complicano il quadro del risiko bancario e muovono gli scenari di mercato. Le ipotesi sul tavolo sono molteplici e tra loro contraddittorie: c'è chi assicura che il ceo resterà fermo, chi ipotizza un ritorno di fiamma su Banco Bpm e chi un tentativo di scalata verso Banca Generali. Il titolo dell'istituto di piazza Gae Aulenti guadagna il 1,3% a Piazza Affari, mentre la preda più ambita, Banca Generali, corre a +5,6%.
Il dossier sul tavolo del board
La riunione, che secondo quanto filtra dovrebbe avere carattere informativo senza decisioni formali, è incentrata su un aggiornamento al board circa lo stato delle fusioni e acquisizioni in Italia e in Europa. Sul tavolo di Orcel ci sono diversi dossier: da un lato la partita tedesca su Commerzbank, dall'altro il nodo Generali con i nuovi equilibri azionari innescati dall'Opas di Intesa Sanpaolo su Mps. UniCredit detiene il 9,05% del Leone di Trieste ed è tra i soci più rilevanti.
L'ipotesi Banca Generali
Secondo le indiscrezioni riportate dal Sole 24 Ore, l'interesse di Orcel per le reti di distribuzione nel private banking potrebbe aver alimentato l'attenzione verso Banca Generali, la controllata di Generali guidata da Gian Maria Mossa. A questo si aggiungono le recenti ipotesi di un interesse del Leone per le quote di minoranza della propria controllata. Generali detiene già il 50,17% di Banca Generali e, secondo quanto risulta ad Affaritaliani, sarebbe pronta a lanciare un'Opa totalitaria sull'istituto.
Ai prezzi attuali, rilevare tutto il capitale non già in mano a Trieste costerebbe circa 3,49 miliardi di euro, prima del premio che ogni offerta deve riconoscere.
La partita Mps e gli equilibri che cambiano
Il contesto in cui si inseriscono le mosse di UniCredit è quello della partita già aperta da Mps, che ad agosto ha lanciato un'Ops proprio su Banca Generali, oltre che su Banco Bpm. Il piano del ceo Luigi Lovaglio appare però in forte difficoltà: dopo i no di Delfin e Caltagirone, anche Edizione, la holding della famiglia Benetton, ha annunciato l'adesione all'Opas di Intesa Sanpaolo.
Il fronte contrario alla strategia del Monte arriva a circa il 32% del capitale e l'assemblea straordinaria del 29 ottobre si avvicina con prospettive sempre più incerte per il banchiere lucano.
Il fronte tedesco
Parallelamente, UniCredit resta concentrata sulla conquista di Commerzbank. L'istituto ha già assicurato quasi il 50% del capitale della seconda banca tedesca e ha richiesto l'autorizzazione antitrust all'Unione europea, con la Commissione che dovrebbe esprimersi entro il 16 novembre. Il governo tedesco detiene il 13,3% dell'istituto di Francoforte e ha ricordato che Commerzbank dovrà continuare a finanziare le piccole e medie imprese tedesche, mantenendo la sede centrale in Germania.
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