L’eredità Armani, tra affetti privati e strategie aziendali

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Michele Morselli, manager di 42 anni che ha sempre operato lontano dai riflettori del sistema moda, è improvvisamente balzato alle cronache finanziarie per essere stato incluso, con una quota cospicua, nel testamento personale di Giorgio Armani. All’uomo, la cui figura professionale è rimasta a lungo defilata nonostante i decenni di carriera al fianco dello stilista, andranno – secondo quanto emerge dagli atti – azioni, titoli di Stato e altri beni per un valore che supera i 60 milioni di euro. Una scelta, quella del designer, che ha sorpreso gli osservatori, ma che appare in linea con un modus operando riservato e al tempo stesso meticoloso, lontano dai clamori eppure attento a ricompensare la dedizione di chi gli è stato vicino.

Dalle disposizioni testamentarie, custodite nello studio notarile di Ruben Israel ed Elena Terrenghi, affiora con chiarezza l’impronta di Armani: un uomo che non dimentica nulla e nessuno, a partire dalla sua famiglia. Oltre a Morselli, vengono infatti ricordati l’amore della sua vita, Pantaleo ‘Leo’ Dell’Orco, la sorella Rosanna – unica sopravvissuta dopo la prematura scomparsa del fratello Sergio –, i tre nipoti e i collaboratori più stretti. Un reticolo di relazioni personali e professionali che si intrecciano, restituendo l’immagine di un patriarca discreto, la cui volontà sembra coniugare calore affettivo e calcolo strategico.

Non è un caso, d’altronde, che proprio in queste settimane si riaccendano i riflettori sulle mosse dei grandi competitor del lusso, a cominciare da Bernard Arnault. Il patron di Lvmh, che da oltre trent’anni corteggia Armani tentando di convincerlo a cedere una quota del gruppo, non ha mai fatto mistero della sua ammirazione. Già anni fa, come rivelò il Financial Times, i due si incontrarono a Milano per discutere una possibile intesa, poi arenatasi davanti alla ferma intenzione dello stilista di preservare la propria indipendenza. Un rifiuto gentile, ma netto, ribadito anche in un’intervista a Forbes nel 2021, in cui Armani – pur sorridendo – non lasciò spazio a dubbi: «Sono indipendente».

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.