Ddl caccia, scontro in Senato: Bonelli accusa il Governo di un “assalto alla natura”
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Redazione Interno
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Il ddl caccia approda in Senato e scatena un duro confronto politico e ambientalista, con Angelo Bonelli che attacca il Governo Meloni definendo il provvedimento un “assalto alla natura”. Secondo il leader ecologista, la riforma rappresenta un intervento diretto contro la fauna selvatica e sarebbe stata voluta dalla presidente del Consiglio, sottolineando che il disegno di legge porta la firma del capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato. Nel suo intervento Bonelli ha contestato in particolare la possibilità di ampliare le attività venatorie, citando specie come l’oca selvatica e lo stambecco, quest’ultimo indicato tra gli animali che fino a poche ore prima sarebbero stati coinvolti nelle modifiche discusse.
Le critiche dell’opposizione si concentrano sulla direzione intrapresa dalla riforma, giudicata un attacco alla tutela della fauna e agli equilibri ambientali. Bonelli ha definito “inaccettabile” quanto sta accadendo, sostenendo che la destra voglia consentire la caccia anche in contesti particolarmente sensibili come parchi e spiagge e coinvolgere specie protette. Le sue dichiarazioni hanno contribuito ad alimentare il clima di forte contrapposizione che accompagna l’avvio dell’esame parlamentare del provvedimento.
La riforma della legge 157/1992 arriva in Aula
Dopo quasi un anno di esame e audizioni in Commissione, il Senato ha iniziato la discussione del disegno di legge del Governo che interviene sulla legge 157 dell’11 febbraio 1992, norma che disciplina la gestione della fauna selvatica omeoterma. Il testo punta a modificare un impianto legislativo in vigore da oltre trent’anni e che finora è stato incentrato sulla tutela della fauna selvatica. La riforma, identificata come ddl 1552, introduce infatti un’impostazione diversa, affiancando al principio della tutela quello della “gestione” della fauna.
Il passaggio dalla sola tutela alla gestione rappresenta uno degli elementi più discussi del provvedimento. Proprio questo cambio di impostazione è al centro delle contestazioni delle opposizioni e delle associazioni ambientaliste, che vedono nella riforma una modifica significativa dell’approccio adottato finora dal legislatore. L’avvio dell’esame in Senato segna quindi una fase decisiva per un testo che continua a dividere il dibattito pubblico e politico.
Il sostegno di Regioni e mondo agricolo
Accanto alle critiche, la riforma riceve però anche importanti sostegni. L’assessore piemontese Paolo Bongioanni ha dichiarato che la Regione Piemonte sosterrà il Governo e il ministro Francesco Lollobrigida, definendo la revisione della normativa una scelta non più rinviabile. Secondo questa posizione, il nuovo quadro legislativo sarebbe necessario per affrontare in modo pragmatico una situazione profondamente cambiata rispetto a quella esistente all’inizio degli anni Novanta.
Anche la Cia ha espresso un giudizio favorevole sulla riforma della legge 157/92, sostenendo che l’intervento normativo sia indispensabile alla luce delle mutate condizioni agricole, ambientali e faunistiche del Paese. L’organizzazione ritiene necessario costruire un quadro più coerente con le esigenze attuali, indicando nella gestione della fauna una delle questioni centrali per il mondo agricolo e per la sicurezza dei cittadini, compresi quelli che vivono nelle aree urbane. Il confronto sul ddl caccia si sviluppa quindi tra visioni profondamente diverse sul rapporto tra tutela degli animali selvatici, gestione del territorio e attività venatoria.




