Errani e Paolini, sconfitta a Riad: ora si gioca tutto

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La prima sconfitta, netta e per certi versi amara, è arrivata nel secondo impegno delle Wta Finals 2025 per Sara Errani e Jasmine Paolini, le quali, dopo l’avvio positivo, hanno dovuto cedere il passo alla coppia Su-Wei Hsieh e Jelena Ostapenko con un doppio 6-3, 6-4 che complica non poco il percorso verso le semifinali. Un match, quello disputato a Riad, che si è concluso in poco più di un’ora di gioco e nel quale le azzurre, pur combattendo, non sono riuscite a trovare quelle soluzioni tattiche necessarie per contrastare il tennis visionario della Hsieh e la potenza pura della Ostapenko, le quali, quando si esprimono a questi livelli, costituiscono un avversario di rango elevatissimo. La partita, va detto, ha messo in luce alcune difficoltà, soprattutto nella gestione dei passaggi chiave e nella precisione dei colpi, elementi che in una manifestazione così selettiva possono fare la differenza.

Le condizioni fisiche di Paolini e il peso dell'infortunio

A gravare sulla prestazione, come hanno poi sottolineato le stesse interessate parlando con i microfoni di Sky Sport, ci sono state le non ottimali condizioni fisiche di Jasmine Paolini, la quale, sebbene stia compiendo “uno sforzo incredibile”, secondo le parole della compagna, evidentemente non è ancora al cento per cento delle sue possibilità. La toscana, del resto, ha attraversato “un periodo non facile”, come lei stessa ha ammesso, dal quale afferma di aver comunque ritrovato “serenità ed equilibrio”, nonostante il “peggio”, a suo dire, sia ormai passato. Questo elemento, se da un lato spiega in parte alcune incertezze emerse in campo, dall’altro non può che accrescere il rimpianto per un’occasione che si è presentata come potenzialmente più accessibile, considerando il buon feeling dimostrato nel match d’esordio.

Il bilancio dopo la partita e l'analisi tecnica

“Non è una cosa che si può controllare”, ha dichiarato Sara Errani in riferimento all’andamento dell’incontro, lasciando trapelare una certa frustrazione per un esito che forse, in altre circostanze, avrebbe potuto essere diverso. La sconfitta, analizzando i numeri, è figlia di una serie di errori non forzati e di una minore incisività nei momenti decisivi, quei punti che, nel doppio, spesso determinano la piega di un set. Le avversarie, dal canto loro, hanno saputo gestire la pressione con grande freddezza, sfruttando al meglio le loro caratteristiche atipiche e impedendo alle italiane di costruire un gioco coerente e continuativo, il che ha reso loro la vita relativamente semplice. Servirà, come hanno ammesso le stesse Errani e Paolini, “trovare energia, precisione e soprattutto la salute”, tre fattori che, se ricomposti, potrebbero ridare slancio alla loro corsa.

La sfida decisiva per l'accesso alle semifinali

Tutto è ora rimandato all’ultimo match del girone, quello contro Veronika Kudermetova ed Elise Mertens, che si prospetta come una vera e propria finale interna al gruppo Martina Navratilova. Quella sarà l’occasione per dimostrare di aver assorbito la lezione e di saper reagire a un momento avverso, cercando di ritrovare quella compattezza che aveva caratterizzato la loro prima prestazione in questa rassegna iridata. La partita contro la coppia Kudermetova-Mertens, tecnicamente solida e esperta, richiederà una risposta di orgoglio e di carattere, oltre che un netto miglioramento sotto il profosto realizzativo, se si vorrà mantenere vive le ambizioni di proseguire il cammino nella competizione.

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