Termini del concordato fiscale riaperti fino al 10 dicembre
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Redazione Economia
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Il concordato fiscale, strumento introdotto per facilitare il rapporto tra fisco e partite IVA, riapre i termini per le nuove adesioni fino al 10 dicembre. Questa misura, che permette di fissare le tasse da pagare per i prossimi due anni attraverso una flat tax tra il 10 e il 15 per cento sulle maggiori somme dichiarate, è stata confermata dal viceministro dell'Economia, Maurizio Leo. Nonostante le aspettative iniziali, gli incassi derivanti dal concordato preventivo biennale si sono rivelati inferiori alle previsioni del governo e del Ministero dell'Economia e delle Finanze (Mef), con un totale stimato di 1,3 miliardi di euro.
Il decreto, che sarà ufficializzato nel consiglio dei ministri del 12 novembre, prevede che chi non ha aderito entro il 31 ottobre scorso avrà tempo fino al 10 dicembre per farlo. Questa riapertura dei termini non è una proroga, ma una nuova opportunità per le partite IVA di regolarizzare la propria posizione fiscale. Secondo le stime, l'aumento della base imponibile per le imposte dirette (Irpef/Ires) e Irap potrebbe arrivare a circa 14,8 miliardi di euro, sebbene queste cifre siano ancora in fase di valutazione.
Il viceministro Leo, padre della misura, ha sottolineato l'importanza di avere una base certa di incassi da utilizzare per rafforzare il taglio dell'Irpef previsto dalla manovra. Tuttavia, i primi dati ufficializzati dal Sole 24 Ore indicano che gli incassi effettivi potrebbero essere inferiori alle attese, soprattutto a causa dell'apertura del nuovo strumento anche ai probabili evasori. Questa decisione, sebbene mirata a incentivare l'adesione al concordato, potrebbe aver ridotto l'efficacia complessiva della misura.
Il concordato fiscale rappresenta un tentativo significativo di migliorare la trasparenza e la collaborazione tra fisco e contribuenti, ma i risultati ottenuti finora suggeriscono la necessità di ulteriori aggiustamenti per raggiungere gli obiettivi prefissati.




