Inchiesta arbitri, la Procura di Milano si divide sull’archiviazione di Rocchi
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Redazione Sport
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L’inchiesta arbitri a Milano arriva a un passaggio decisivo con la Procura divisa sull’archiviazione del caso che riguarda Gianluca Rocchi. Il pm Maurizio Ascione, titolare del fascicolo, non ha ancora firmato l’atto con cui si chiuderebbe l’indagine, mentre l’aggiunto Paolo Ielo aveva chiesto l’archiviazione dopo aver affiancato di recente il magistrato per affrontare i nodi principali della vicenda. La decisione arriva a poche ore dal trasferimento di Ascione alla Procura Europea, dove inizierà un nuovo incarico dopo aver vinto un concorso.
La divisione interna sulla chiusura dell’indagine
Il caso riguarda l’inchiesta sugli arbitri condotta dalla Procura di Milano, concentrata soprattutto sulle presunte scelte pilotate dell’ex designatore di Serie A e B Gianluca Rocchi e sulle ipotizzate interferenze sul Var per orientare alcune decisioni dei video arbitri. Il fascicolo è arrivato alla fase conclusiva, ma la Procura non ha raggiunto una posizione condivisa sulla richiesta di archiviazione. Ascione, nel penultimo giorno di servizio al quarto piano del Palazzo di Giustizia milanese, non ha ancora apposto la firma sull’atto finale dell’indagine.
Secondo quanto emerso, il contrasto riguarda proprio la valutazione della chiusura del procedimento relativo al capitolo centrale dell’inchiesta. L’aggiunto Paolo Ielo avrebbe ritenuto concluso il lavoro con una richiesta di archiviazione, mentre il pm Ascione non avrebbe condiviso questa impostazione e non avrebbe firmato il provvedimento. La situazione resta legata anche al prossimo passaggio professionale del magistrato, che lascerà la Procura di Milano per il nuovo incarico alla Procura Europea.
Il capitolo Rocchi e il tema dei rapporti con l’Inter
Tra gli aspetti al centro dell’indagine c’è il filone relativo alle presunte pressioni sul designatore arbitrale Rocchi e ai rapporti con l’ambiente calcistico. Il caso ha coinvolto anche il tema delle decisioni arbitrali e del ruolo del Var, elementi che hanno portato la vicenda all’attenzione del mondo del calcio italiano. Il secondo filone dell’inchiesta, invece, sarebbe destinato a essere trasmesso alla Procura di Monza per una questione diversa rispetto al capitolo principale.
Sulla questione dell’archiviazione si è espresso anche Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, intervenendo nel podcast del quotidiano. Secondo quanto riportato, Zazzaroni ha spiegato che l’aggiunto Ielo avrebbe chiesto l’archiviazione mentre Ascione avrebbe scelto di non firmare prima del trasferimento a Roma alla Procura Europea. Rimane inoltre aperto il tema della giustizia sportiva, che seguirà il proprio percorso rispetto all’indagine della Procura di Milano.
Le prossime decisioni dopo lo stop alla firma
La mancata firma del pm Ascione rappresenta quindi il punto centrale della fase finale dell’inchiesta arbitri a Milano. Il fascicolo, che ha riguardato le presunte dinamiche sulle designazioni e sulle decisioni arbitrali, attende ora le determinazioni definitive dopo la divisione emersa all’interno della Procura. Il trasferimento del magistrato alla Procura Europea aggiunge un elemento temporale rilevante alla vicenda, perché il passaggio di incarico arriva proprio mentre il procedimento è vicino alla conclusione.
La Procura di Milano dovrà definire il percorso del fascicolo relativo a Rocchi, mentre il dibattito sull’archiviazione resta legato alle diverse valutazioni emerse tra i magistrati coinvolti. L’inchiesta sugli arbitri, partita dai presunti condizionamenti sulle scelte arbitrali e sulle valutazioni del Var, resta così al centro dell’attenzione per gli sviluppi giudiziari e per il successivo capitolo della giustizia sportiva.




