La Lazio rischia un'altra estate a “saldo zero”: blocco del mercato in arrivo?
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Redazione Sport
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La bolla di sapone del calcio contemporaneo, pur gonfia di milioni e di diritti televisivi, rischia di scoppiare per alcune società all'apparenza solide, e la Lazio – complice un’estate che si preannuncia rovente sul piano gestionale – potrebbe esserne la vittima più illustre. A gettare un’ombra sulla pianificazione della prossima stagione biancoceleste è il rischio, concreto, di ritrovarsi ancora una volta di fronte al cosiddetto mercato a “saldo zero”, ovvero l’obbligo di pareggiare ogni uscita con un'entrata prima di poter mettere sotto contratto un nuovo giocatore.
Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il club di Lotito non sarebbe il solo in questa situazione di stallo, ma anzi si troverebbe in buona compagnia insieme ad altre tre realtà della massima serie come Monza, Venezia e Sassuolo; un quartetto di squadre che rischia seriamente di vedere la finestra estiva dei trasferimenti trasformarsi in un esercizio di sopravvivenza finanziaria.
Il nodo del costo del lavoro e la stretta della Figc
Al centro di questa potenziale paralisi c’è un meccanismo tecnico, e cioè il parametro del costo del lavoro allargato, un indicatore che la Figc utilizza per monitorare la sostenibilità economica dei club professionistici. In pratica, si misura il rapporto tra quanto una squadra spende per stipendi, ammortamenti dei cartellini e commissioni agli agenti, e quanto invece riesce a incassare da diritti tv, sponsor e commerciale.
A partire da quest’anno – a differenza di quanto accadeva in passato – la soglia è stata drasticamente abbassata da 0,8 a 0,7, rendendo il vincolo molto più stringente; per essere più chiari, significa che per ogni 100 milioni spesi per la rosa, il club deve dimostrare di averne generati almeno 142,9, con il controllo che per la sessione estiva è stato effettuato sui dati aggiornati al 31 marzo. La scadenza per la presentazione dei documenti, lo ricordiamo, era fissata per il primo giugno proprio per certificare il rispetto di questi parametri.
L’incubo della scorsa estate si ripete
Non si tratta, purtroppo per i tifosi, di una novità assoluta: già durante la scorsa stagione la Lazio aveva dovuto assistere inerme al passaggio del mercato, bloccata nella sua capacità di investire se non dopo aver prima alleggerito l’organico. Lo spettro del “saldo zero” – la forma più leggera della restrizione ma comunque devastante per un allenatore che voglia imprimere una svolta tattica – è dunque un copione già visto.
Tuttavia, esiste una via d’uscita, seppur stretta, per evitare l’isolamento: se l’azionista di maggioranza dovesse intervenire con un aumento di capitale, oppure andando a coprire le perdite con un versamento diretto, la penalizzazione potrebbe essere attenuata o del tutto scongiurata; e proprio su questo fronte, c’è da registrare una modifica recente delle regole, che permette ora di utilizzare anche le riserve di utili presenti nel patrimonio netto (purché distribuibili) per sanare la posizione.
I nomi sul mercato e la rivoluzione annunciata
Se la Lazio dovesse realmente essere costretta a procedere vendendo prima di comprare, la rosa attuale – con i suoi stipendi pesanti e le sue plusvalenze dormienti – offrirebbe diversi candidati naturali alla partenza. Secondo le ultime indiscrezioni, sarebbero finiti sul mercato calciatori del calibro di Manuel Lazzari (con un contratto in scadenza nel 2027 e il Sassuolo già tornato alla carica dopo i tentativi dello scorso anno) e Luca Pellegrini, che invece non ha mai realmente convinto a Roma e potrebbe accasarsi al Como o altrove.
Ma i “tagli” non riguarderebbero solo le corsie esterne: in bilico ci sarebbero anche Provedel, Romagnoli (finito nel mirino dell’Al-Sadd) e perfino l’ex obiettivo Noslin, la cui eventuale cessione permetterebbe di finanziare l’acquisto di un nuovo centravanti. Una vera e propria sfoltita, insomma, che inevitabilmente porterebbe con sé qualche rischio tecnico – visto che si parla di reduci da finali di coppa – ma che forse rappresenta l’unico modo per respirare, in attesa di tempi migliori.




