Stangata su Napoli e Pisa, mercato invernale a saldo zero per il club azzurro

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La nuova Commissione indipendente, che ha preso il posto dell’organo interno alla FIGC, sta mettendo i puntini sulle “i” dei bilanci del calcio professionistico, applicando con rigore i parametri che fungono da termometro della salute finanziaria. Mentre si attende la comunicazione ufficiale della Federazione, fonti vicine all’Authority segnalano come il Napoli, nonostante i recenti successi sportivi, avrebbe sforato la soglia prevista per l’indicatore del “costo del lavoro allargato”, ovvero il rapporto tra la massa salariale – comprensiva degli oneri accessori – e i ricavi complessivi. Una situazione, questa, che non riguarda soltanto il club partenopeo ma anche il Pisa, il cui percorso per rientrare nei parametri dovrà essere altrettanto sollecito. La conseguenza immediata, per entrambe le società, si materializzerà nella prossima sessione di mercato: ogni eventuale ingaggio dovrà essere necessariamente compensato da una cessione di valore economico equivalente, in uno scenario che gli addetti ai lavori definiscono, appunto, “a saldo zero”.

I parametri sotto la lente della Commissione

Il lavoro dell’organismo di vigilanza, del resto, si basa sull’analisi di tre indici fondamentali, i quali, nel loro insieme, offrono una fotografia nitida della stabilità patrimoniale. Oltre al già citato costo del lavoro allargato, vengono scrupolosamente esaminati l’indice di liquidità, che misura la capacità di far fronte agli impegni a breve termine mettendo a confronto le attività e le passività correnti, e l’indice di indebitamento, il quale valuta il peso dei debiti in relazione ai ricavi generati. È proprio l’incrocio di questi dati, spesso aridi per i tifosi ma decisivi per i dirigenti, a determinare il via libera o le restrizioni per le operazioni di calciomercato, tracciando una linea di demarcazione netta tra chi ha i conti in ordine e chi, invece, deve correre ai ripari.

Le situazioni a confronto in serie A

Dallo scenario tratteggiato dalle prime valutazioni emergono, per contrasto, anche le situazioni virtuose. La Lazio, come sottolineato dal giornalista Giovanni Capuano, a meno di sviluppi imprevisti avrà piena libertà di movimento nel mercato di gennaio, avendo rispettato i paletti finanziari. Una posizione che conferma le previsioni del presidente Claudio Lotito, il quale si era detto fiducioso in un esito positivo del vaglio. Allo stesso modo, il neopromosso Como – che aveva suscitato non poche perplessità in estate – ha potuto regolarizzare la propria posizione attraverso un aumento di capitale, dimostrando come gli strumenti per sanare le criticità esistano, a patto di metterli in campo con tempestività.

Il rischio blocco estivo e l’inasprimento delle regole

La posta in gioco, tuttavia, non si limita al solo mercato invernale, poiché le norme prevedono sanzioni progressive. Le società che non riusciranno a rientrare nei limiti fissati entro la fine della stagione sportiva andranno incontro a una penalità più severa: il blocco totale delle operazioni in entrata durante la sessione estiva. A ciò si aggiunge un elemento di ulteriore pressione, poiché, come ha precisato Capuano, i parametri stessi sono destinati a diventare più stringenti. Un doppio vincolo, quindi, che spinge le dirigenze a operare con una lungimiranza maggiore rispetto al passato, bilanciando le ambizioni di campionato con la sostenibilità economica, in un contesto dove la Commissione, svincolata da dinamiche interne, sembra intenzionata a non concedere sconti a nessuno.

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