Stellantis, il terremoto Tavares scuote i mercati
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Redazione Interno
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Il giorno successivo all'addio di Carlos Tavares, che più che un divorzio consensuale appare come un dimissionamento, i mercati e i numeri hanno dato il segno del terremoto al vertice di Stellantis. Il titolo, partito male, ha chiuso con un calo del 6,3% alla Borsa di Milano, dopo essere sceso fino al 9-10%. Come se non bastasse, le vendite di novembre hanno registrato un meno 24,6%.
Mentre tutta la politica e il sindacato evocano un radicale cambio di passo, mettendo nel mirino la possibile liquidazione da 100 milioni del top manager, il presidente del gruppo, John Elkann, è chiamato a presentarsi in Parlamento e a essere presente ai tavoli di discussione. Le opposizioni, inoltre, chiedono che scenda in campo direttamente Giorgia Meloni.
Patrizio Bianchi, economista, manager ed ex ministro dell'Istruzione, non è sorpreso dal terremoto Tavares. Negli anni '80, l'ex ministro Beniamino Andreatta lo convinse a tornare dalla London School of Economics per affidargli il compito di segretario del piano nazionale per la ristrutturazione dell'industria dell'auto. Bianchi conosce bene il settore e afferma che da tempo su Stellantis si aggiravano delle nubi.
I candidati più accreditati per la successione sono François (Fiat), Imparato (Alfa Romeo) e De Meo (Renault). Gli analisti sono divisi: molti, domenica sera, avevano sperato che l'addio di Carlos Tavares spingesse al rialzo il titolo Stellantis.




