Masterchef Italia 15, la sfida di Jeremy Chan mette in crisi la classe: due eliminati
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il percorso verso il Titolo di Masterchef Italia si fa, settimana dopo settimana, più impervio, come hanno dolorosamente appreso i concorrenti nella nona puntata andata in onda il 5 febbraio. L'arrivo in cucina di Jeremy Chan, chef stellato del rinomato Ikoyi di Londra, celebrato per una filosofia culinaria che supera ogni confine geografico, ha introdotto un livello di difficoltà tecnica e concettuale per molti inaspettato. Il suo Invention Test, un'esercitazione di pura avanguardia gastronomica, ha infatti scoperchiato fragilità latenti, conducendo in maniera quasi diretta alla prima eliminazione della serata. Un episodio, quello di ieri, che ha confermato come il programma Sky Original prodotto da Endemol Shine Italy, seguito da circa 800mila spettatori medi, non conceda alcun indugio neppure dopo il traguardo psicologico della top ten.
Una penalizzazione singolare e una prova ai limiti
La dinamica che ha preceduto la prova più temuta della serata ha avuto un preludio singolare, dettato dall'esito della Mystery Box. La vincitrice Carlotta, infatti, ha scelto di svantaggiare l'avversario Alessandro con una penalizzazione che, in superficie, poteva apparire come un privilegio: dieci minuti di colloquio esclusivo con Jeremy Chan. La condizione posta, però – il divieto assoluto di toccare gli ingredienti sulla propria postazione durante il dialogo – ne ha stravolto completamente la natura, trasformando un'opportunità in un insidioso handicap temporale. Alessandro, che non ha sollevato obiezioni, si è trovato così a dover recuperare un ritardo non da poco davanti a una briefing di estrema complessità, mentre gli altri concorrenti avevano già iniziato a lavorare.
L'alta cucina come banco di prova impietoso
La visione di Chan, che si traduce in piatti in costante evoluzione e tecnicamente molto sofisticati, si è rivelata uno scoglio quasi insormontabile per la maggior parte degli aspiranti chef. Solo uno di loro, stando ai fatti narrati nella puntata, è riuscito a centrare l'obiettivo e a interpretare in maniera adeguata le direttive dello chef. Gli altri, al contrario, hanno mostrato una difficoltà palpabile nel gestire quel mix di creatività e rigore tecnico richiesto, un cortocircuito che ha portato il giudice a operare una selezione drastica. L'eliminazione immediata di uno di loro è stata la conseguenza più evidente di uno scarto di livello divenuto ormai incolmabile in quella fase della gara.
Il contesto formativo e l'altra eliminazione
La serata, del resto, non era cominciata all'insegna del puro agonismo, ma aveva offerto una significativa lezione di cucina etica e sociale. Prima dell'ingresso di Chan, i concorrenti si erano infatti misurati con una Mystery Box guidata dalla chef canadese Jessica Rosval e dalle tirocinanti di "Roots" a Modena, un progetto multiculturale che forma donne migranti nel settore della ristorazione. Un momento di arricchimento professionale e umano, che però non ha attenuato la durezza del percorso complessivo. La puntata si è chiusa, dopo il Pressure Test dedicato ai gelati gourmet, con una seconda eliminazione, a conferma di un ritmo serrato e di una selezione che, ormai prossima alla fase conclusiva, diventa sempre più implacabile e priva di margini per l'errore.




