Arrestato in Libia Osama Almasri, accusato di tortura e morte di un detenuto

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Procura generale libica ha disposto l’arresto di Osama Njeem Almasri, l’ex capo della polizia giudiziaria, su cui gravano accuse di tortura sui detenuti e della morte di uno di loro durante gli interrogatori. L’uomo, che in passato ha ricoperto incarichi di comando nelle carceri militari di Tripoli, è stato tratto in custodia a seguito di un’indagine che ha portato alla luce, come si legge in una nota dell’ufficio del Procuratore, “informazioni pertinenti in merito alle violazioni dei diritti dei detenuti presso l’Istituto principale di riforma e riabilitazione di Tripoli”. Un epilogo giudiziario, questo, che chiude un caso particolarmente controverso, risolto direttamente dalle autorità locali dopo le polemiche delle scorse settimane.

L’iter giudiziario e le accuse

Il sostituto procuratore generale, dopo aver completato la raccolta delle informazioni, ha ordinato non solo la detenzione preventiva dell’uomo ma anche il suo rinvio a giudizio. Le indagini, che si sono concentrate su presunti abusi commessi quando Almasri era responsabile della gestione delle operazioni e della sicurezza giudiziaria nella capitale, hanno accertato il ricorso a metodi violenti, i quali, stando alle accuse, avrebbero causato il decesso di un prigioniero. Di tutto ciò, che aveva già scatenato un caso politico-diplomatico, se ne occupano ora i giudici libici, ai quali spetta il compito di fare piena luce sulla vicenda.

La reazione delle istituzioni

L’arresto, avvenuto oggi a Tripoli, segna una svolta significativa in un affare che aveva implicazioni delicate, anche sul piano internazionale, e che vedeva il governo italiano tra i soggetti coinvolti. La bufera politica, che si era abbattuta sull’esecutivo libico, accusato da alcuni di complicità, sembra aver trovato una prima risposta proprio nell’azione decisa della magistratura. La quale, pubblicando un comunicato su Facebook, ha voluto rendere noto l’avvenuto trasferimento in carcere dell’ex funzionario, sottolineando l’impegno delle autorità nel far rispettare la legge.

Il contesto delle indagini

Le investigazioni, com’è emerso, si sono soffermate sulle modalità di trattamento riservate ai detenuti nell’istituto di correzione e riabilitazione della capitale, un periodo durante il quale Almasri deteneva un ruolo di comando. Le violazioni accertate, che includono sevizie e soprusi, hanno portato alla morte di uno dei reclusi, un fatto che ha reso ancor più grave la posizione dell’imputato. Ora, con il rinvio a giudizio e la custodia cautelare, il caso entra in una nuova fase, tutta da seguire, mentre la Libia dimostra di voler affrontare i propri conti con la giustizia.

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