Nigeria bloccata in aeroporto in Libia, niente partita contro la Libia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La nazionale di calcio della Nigeria ha vissuto un incubo nelle ultime ore, rimanendo bloccata per oltre 16 ore all'aeroporto di Al Abraq, in Libia, senza cibo, acqua e la possibilità di comunicare con l'esterno. I giocatori, tra cui Lookman e Osimhen, erano arrivati in Libia per disputare una partita di qualificazione alla Coppa d'Africa contro la squadra di casa, prevista per domani. Tuttavia, il volo nigeriano, che avrebbe dovuto atterrare a Bengasi, è stato dirottato ad Al Abraq, dove le uscite dall'aeroporto sono state bloccate, lasciando i giocatori senza un posto dove dormire.

Il capitano della squadra, William Troost-Ekong, ex difensore dell'Udinese e della Salernitana, ha denunciato l'accaduto sui social, definendolo un gesto studiato dal governo libico per destabilizzare la squadra in vista dell'attesa partita. La situazione ha suscitato rabbia e frustrazione tra i giocatori, che hanno deciso di non prendere parte al match contro la Libia, rinunciando così ai tre punti in palio.

Osimhen, uno dei giocatori più rappresentativi della squadra, ha definito la situazione "disumana", sottolineando le difficoltà affrontate dalla squadra durante la notte trascorsa in aeroporto. La decisione di boicottare la partita è stata presa all'unanimità dai giocatori, che hanno fatto rientro in Nigeria con l'umore più nero del colore al quale è associato il loro continente.

La vicenda ha sollevato numerosi interrogativi sulle condizioni di sicurezza e di accoglienza riservate alle squadre ospiti in Libia, mettendo in luce le difficoltà logistiche e organizzative che possono influenzare lo svolgimento delle competizioni internazionali.

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