Addio a Leo Beenhakker, il tecnico che segnò un’epoca del calcio europeo
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Redazione Sport
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Il mondo del pallone perde una delle figure più influenti degli ultimi decenni: Leo Beenhakker, scomparso a 82 anni, lascia un vuoto che va ben oltre i confini olandesi. La sua carriera, iniziata nel 1965 con l’SV Epe e proseguita per oltre quattro decenni, è stata costellata di successi, tanto da renderlo un punto di riferimento per intere generazioni di allenatori e giocatori.
Con il Real Madrid, dove guidò la squadra tra il 1986 e il 1989, conquistò tre titoli di Liga consecutivi e una Copa del Rey, imponendosi come uno degli stranieri più vincenti nella storia del club. Fu proprio sotto la sua gestione che i Blancos affrontarono, nel 1989, un Milan ormai leggendario, capace di batterli con un netto 5-0 in Coppa Campioni. Un episodio che, seppur doloroso, non offuscò il suo percorso, anzi, ne accentuò la statura di tecnico capace di competere ai massimi livelli.
Non meno significative le esperienze in patria, dove Beenhakker guidò sia l’Ajax che il Feyenoord, vincendo campionati e forgando talenti come Zlatan Ibrahimović, da lui portato all’Ajax nel 2001. «Grazie per la fiducia e i consigli», ha scritto su Instagram Denzel Dumfries, uno dei tanti calciatori che hanno beneficiato della sua lungimiranza.




