Garlasco, nuove impronte sulla scena del delitto Poggi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A distanza di diciotto anni dal delitto di Chiara Poggi, la giovane uccisa il 13 agosto 2007 nella sua abitazione di Garlasco, l’incidente probatorio disposto dalla gip di Pavia Daniela Garlaschelli ha portato al ritrovamento di undici nuove tracce, di cui otto – come riferito – dotate dei «requisiti minimi» per un’analisi approfondita. Si tratta di impronte, tutte parziali, rinvenute su un sacchetto dell’immondizia sequestrato all’epoca dei fatti ma mai sottoposto, fino ad oggi, a esami specifici; un ritrovamento che si inserisce nel solco della nuova inchiesta avviata dai pm Stefano Civardi e Giuliana Rizza.

Le operazioni, condotte dal perito dattiloscopico Domenico Marchegiani insieme ai consulenti tecnici delle parti in causa, si sono concentrate su alcuni oggetti legati all’ultima colazione della vittima. Sei delle impronte sono state isolate sul sacchetto dei cereali, mentre le altre due sono state reperite sul sacchetto della spazzatura stesso; nessuna traccia, invece, è emersa dall’analisi dei brik di tè freddo Estathè e dalla confezione di biscotti. Come ha precisato l’avvocata Giada Bocellari, difensore di Alberto Stasi – l’ex fidanzato di Chiara, condannato in via definitiva a sedici anni nel 2015 pur avendo sempre proclamato la propria innocenza –, «queste tracce parziali saranno inviate in valutazione, non è detto che siano confrontabili e utili giuridicamente».

Parallelamente, prosegue l’esame della traccia biologica rinvenuta sulle unghie di Chiara Poggi, elemento sul quale si fonda principalmente la riapertura del caso. Gli accertamenti si stanno concentrando sulla possibilità che il reperto sia frutto di contaminazione, un’ipotesi che deve essere scartata in via definitiva prima di procedere al confronto con il profilo genetico di Andrea Sempio, il commesso di 37 anni già amico del fratello della vittima e unico indagato nel procedimento bis.

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