Atp Montecarlo, Sinner è poesia in movimento: volée da applausi contro Humbert
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Redazione Sport
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Jannik Sinner ha trasformato il secondo turno del Masters 1000 di Montecarlo in una lezione di tennis, un’ora esatta di gioco – sessanta minuti nei quali il francese Ugo Humbert, nonostante una vistosa fasciatura alla gamba destra che ne ha condizionato gli spostamenti, ha potuto soltanto assistere alla perfezione geometrica dell’azzurro. Il punteggio, un secco 6-3, 6-0, racconta solo in parte la disparità tecnica emersa sul campo del Principato, perché era l’interpretazione stessa dello scambio a fare la differenza: Humbert aveva pianificato la sfida su una strategia chiara, servire potente e abbreviare la durata dei colpi, ma la sua prima palle è caduta in campo soltanto nel 43 per cento dei casi, una percentuale troppo bassa per impensierire un avversario che al momento occupa la seconda posizione del ranking mondiale.
Un’ora di tennis assoluto davanti a Bolt
Tra il pubblico monegasco, a impreziosire ulteriormente la cornice di un torneo che tradizionalmente apre la stagione europea sulla terra rossa, spiccava la figura di Usain Bolt; il campione olimpico della velocità ha potuto osservare da vicino un tipo di accelerazione diversa, quella dei riflessi di Sinner nel trasformare una situazione di difesa in attacco. È stato proprio un colpo in particolare a sintetizzare lo stato di grazia del numero due del mondo: una volée di rovescio, eseguita dopo un’approccio a rete fulmineo, che ha strappato l’applauso a gran parte del pubblico. Un gesto tecnico, quello della volée, che spesso rappresenta l’anello debole dei grandi battitori da fondo campo, ma che Sinner ha invece cesellato come un tennista di scuola classica, senza sbavature.
L’azzurro non concede nulla, Humbert annichilito
Il francese, che pure aveva mostrato buone cose nelle settimane precedenti, si è trovato spiazzato dalla profondità delle rimesse di Sinner; ogni suo tentativo di aggredire il punto si trasformava in una rincorsa disperata, perché l’altoatesino leggeva le intenzioni avversarie con un anticipo rarissimo. Nel secondo set, poi, la partita si è trasformata in un monologo: tre giochi vinti a zero, un altro a quindici, e la sensazione che Humbert avesse ormai alzato bandiera bianca, limitandosi a servire per non peggiorare ulteriormente un conto già pesante. Non c’è stata crudeltà, nel suo caso, ma semplicemente la constatazione di un divario incolmabile in questa specifica giornata.
L’obiettivo dichiarato è Parigi, il doppio resta un punto interrogativo
A margine dell’incontro, lo stesso Sinner ha ribadito con chiarezza quali siano le sue priorità per la stagione: “Il Roland Garros è il grande obiettivo del 2026”, ha confermato, senza lasciare spazio a interpretazioni ambigue. Il cammino nel Masters 1000 di Montecarlo, di conseguenza, assume i contorni di una tappa di avvicinamento, un banco di prova prezioso sulla terra che tra poco più di un mese ospiterà lo slam parigino. L’appuntamento per l’azzurro è ora fissato a giovedì 9 aprile, quando affronterà il vincitore del match tra Cerundolo e Machac; c’è però un potenziale conflitto di programma, perché nel frattempo Sinner risulta iscritto anche al tabellone di doppio. La possibilità di un forfait in quella specialità – una scelta che molti top player attuano per preservare energie nei Masters 1000 – è un’ipotesi concreta, anche se al momento non è stata ufficializzata alcuna decisione definitiva. Intanto, il pubblico del Principato ha già potuto ammirare un’altra perla: anche Matteo Berrettini ha staccato il pass per il turno successivo, regalando all’Italia due presenze solide nel quadro principale del torneo.




